So cosa significa

Sto sul treno per tornare a casa, ascoltando Tracy Chapman e sgranocchiando un pacchetto di crackers.

Le luci della città si rincorrono, mentre i miei pensieri scorrono lungo le rotaie, vagano fuori dal finestrino.

Biscotti, crackers, grissini. Scelgo sempre quelli spezzati, quelli rotti. Mi viene spontaneo.

“Fai come fanno le mamme” una volta mi hanno detto. No, lo faccio perché so cosa significa non essere mai scelti perché fuori non si è belli, non si è perfetti. So che le persone che sono state distrutte e si sono ricostruite pur avendo perso qualcosa sono le migliori, anche se a guardarle non si direbbe, anche se a volte fanno paura. Lo faccio perché so cosa significa avere un mondo da offrire ma non trovare nessuno a cui offrirlo. So cosa significa sperare tanto di trovarlo fin quando un giorno perdi il coraggio e alla fine pure il desiderio.

Ho scoperto una triste verità, comunque: quando non si è abituati alle cose belle, quando se ne fa a meno per tanto tempo e improvvisamente appaiono si finisce per respingerle, si scappa, si preferisce rinunciarci fin da subito piuttosto che doverci rinunciare in futuro.

Francesca Lizzio


©Copyright 2015

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