La donna che sono

Ci passavo i pomeriggi con la testa fra le nuvole,

guancia con guancia contro la terra,

stretta nel suo abbraccio che sapeva di casa

mentre il cielo mi insegnava a volare

Sentire come sentivo mi rendeva felice,

non mi chiedevo perché e per come,

abbracciavo il mondo con tenera ingenuità,

chi ci pensava che sarei cresciuta

e non avrei trovato nessuno a cui piacesse il mio mondo

Vedevo gli altri avere fretta,

io invece mi aggrappavo a qualunque cosa

nell’illusione di fermare il tempo,

restare così,

restare me stessa,

senza paure, lacrime e responsabilità

Ma il tempo non voleva saperne,

andava avanti trascinandosi il mio cuore

che nel frattempo

faceva a pugni,

collezionava cicatrici,

perdeva pezzi,

imparava silenzi e sentimenti

Sono già qui

e non ho ancora imparato a muovermi in questa vita

che mi sfida, mi stanca e mai una volta me la da vinta

Tiro le somme, guardo le mie carte

bambina di gioia

e ragazza di sogni che ero

Donna di spine che oggi sono,

col cuore

che di giorno fa la guerra

e la notte spicca il volo.

Francesca Lizzio


©Copyright 2015

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