Sally Liz

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Non sono una persona a cui importa cosa pensano gli altri. Lo ero una volta e sbagliavo, perché poi un giorno ho capito che la vita è già complicata così com’è, non serve complicarla ulteriormente. Le persone, qualunque cosa tu faccia o dica, pensano sempre quello che vogliono, specie se vogliono colpirti in qualche modo. Bisogna lasciarle crogiolare nella loro inconsistenza. Magari sono pure invidiose, per forza perdono tempo a pensare a te e alla tua vita, non ne hanno una propria che le soddisfa. Ogni loro tentativo di buttarti giù deve essere una botta d’autostima.

Nella mia vita sono state tante le persone che hanno fatto di tutto per spegnermi. Alcune erano le stesse che dicevano di volermi bene, ma che farci, a chi non è capitato? Mi è successo anche quando ho cominciato a scrivere su internet. C’è stato chi mi ha accusato di darmi troppe arie perché “non ti s’incula nessuno” soltanto perché, quando ne sento la voglia e il bisogno, ringrazio le persone che mi leggono. Chi ha criticato e giudicato senza un minimo di sensibilità il fatto che all’inizio ho usato uno pseudonimo. Viviamo in una società dove ci si sbrana a vicenda, si pretende comprensione e rispetto senza però concederne agli altri. L’empatia, la gentilezza, il sano “farsi i cazzi propri” sono figure mitologiche. Mi sono sentita violata quando hanno segnalato (e bloccato) l’account di Sally Liz che per sei mesi ho usato per scrivere su Facebook. E’ successo già una settimana fa. E’ stato un piccolo shock, ma per fortuna mi sono ripresa abbastanza in fretta.

Forse pensavano mi sarei scoraggiata e avrei smesso di scrivere (?)

Invece ho iniziato a firmarmi col mio vero nome (un nome che ho sempre pensato fosse troppo grande per una che si sente sempre minuscola, ma che adesso più che mai sto amando) e ci ho messo anche la mia faccia. Perché se gli altri provano a sbranarmi, io pungo. Perché ci si deve difendere, non importa se sei una persona educata, se metti il cuore in tutto, se rispetti tutti. Devi reagire, mandare a fare in culo se è il caso, perché poi col tempo molte di quelle persone si rifanno vive come cuccioli abbandonati e non c’è niente di più soddisfacente del dimostrargli, ancora una volta, che sei migliore di loro.

Io amo scrivere e anche se non vanto “numeri importanti”, posso vantarmi di aver conosciuto grazie al blog e a Facebook delle persone straordinarie. Persone che fanno parte della mia quotidianità, della mia vita. Posso essere orgogliosa del fatto che tra tutti questi miei pensieri incasinati sono nate delle amicizie, si sono intrecciate delle storie da ogni parte d’Italia. Non mi interessa avere dei grandi numeri, mi interessa sapere che dietro gli schermi ci siano delle persone di cuore a cui piace occupare il tempo con le mie parole quando non hanno niente di meglio da fare.

Non diventerò famosa, non sono nessuno, solo una ragazza come tante. Eppure amo scrivere e finché ne avrò bisogno, sono qui. Perché sono una che parla poco, ma se non scrivo soffoco. Perché in questa Italia di merda riesco ancora a credere nei miei sogni e non smetterò certo solo perché a qualcuno non sta bene.

Abbiate sempre il coraggio di vivere come volete, liberatevi delle zavorre che vogliono soltanto trascinarvi e tenervi giù e fregatevene di chi vuole ferirvi.

Grazie di esserci.

Francesca


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9 thoughts on “Sally Liz

  1. Buongiorno Francesca. Purtroppo l’invidia la trovi ovunque, anche nella blogosfera. Anzi qui forse è ancora più marcata perché c’è la rincorsa al numero delle visite, dei commenti, dei like. La scelta di essere te stessa è, a mio modesto avviso, quella vincente. Pur sapendo che sarai comunque criticata e invidiata. Non si può piacere a tutti indistintamente. Quindi, se posso permettermi un consiglio, fregatene e vai avanti per la tua strada. Chi ha da rosicare, continuerebbe comunque a farlo.
    In gamba! Buona domenica. Piero

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  2. Recentemente è accaduto anche ad un mio amico ma in maniera più paradossale: lui aveva un “Nick name” ma era noto a tutti chi fosse. Ebbene, un “politicante” non sapendo rispondere alle sue domande (poste sempre in maniera garbata), lo ha “denunciato” perchè “si nascondeva” dietro il suo “Nick”. Che dire? Invidia, cattiveria ma soprattutto malafede e infamia.
    Che dico? Vai avanti Francesca Sally Liz, non mollare; magari, aggiungerei: abbi cura più del tuo blog che di Bookface.
    Ti “lascio” (se me lo permetti) con un brano musicale: Don’t give up. Tranne forza.

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  3. Ciao Francesca, credo tu abbia preso la miglior decisione! Ovunque troverai sempre qualcuno pronto a romperti le scatole, ma l’importante è ripartire, proprio come hai fatto tu 👍 in bocca al lupo.. Buona domenica 👋

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