Pochi

Pochi amori, pochi occhi

guardo le mie mani e penso a chi le ha mai toccate

ma so che toccare non sempre è sentire,

so che in pochi hanno provato a capire

Ho buttato tutto, ho messo una pietra sopra

macigno ingiusto per chi si accontentava di sentirsi sola

e si, pochi hanno provato a scoprire

eppure sono ancora solo un’ombra da coprire

Due volte è passato

la prima, solo una volta l’ho detto, ma ho amato

la seconda, non l’avrei mai detto, ho abbandonato

e ho voltato pagina ma nel mio cuore è rimasto intrappolato

Tornassi indietro e invece non sono tornata,

tornassi indietro ma mai nessuno mi ha fermata,

tornassi indietro… ma no, nemmeno tu mi hai amata

Ad incolpare sempre solo me rendevo leggero il sentire degli altri

che pochi sono stati, pochi hanno ascoltato

e ancor meno l’ombra hanno illuminato.

Francesca Lizzio


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Donne che hanno paura

Ho visto Padri e figlie. All’inizio non volevo, perché quando si parla di padri preferisco farmi da parte, starne fuori. Poi ho ceduto, perché sentivo che in questa storia avrei trovato qualcosa per me. Ne ho avuto la conferma quando la figlia, ormai donna, ha detto di sentirsi un contenitore vuoto, di non provare più niente, di credere di non sapere amare e che se avesse incontrato un ragazzo che le fosse piaciuto davvero, gli avrebbe fatto rimpiangere di aver posato gli occhi su di lei. Quando a questo ragazzo, una volta arrivato, ha detto di trovarsi una ragazza meno complicata da amare così da finirla di sprecarsi per lei.

E’ un colpo quando trovi altrove le stesse parole che usi tu, gli stessi pensieri che hai tu.

Mi ha sempre incuriosito sapere come sono “gli altri padri”. Ho chiesto alle mie amiche, guardato le persone in giro.
Ci sono padri che sanno esserci soltanto fin quando sei bambina, poi un giorno ti guardano e iniziano a chiedere continuamente perché non hanno avuto un figlio maschio, perché sei così diversa da lui. Lì scopri che per lui diverso=sbagliato.

Ci sono padri che non conoscono le loro figlie, non le amano così come sono, per quelle che sono, non rispettano la loro personalità, il loro carattere, non accettano che crescano e non crescono insieme a loro. Padri che non sanno, o preferiscono ignorare, che saranno il primo rimpianto delle loro figlie. Padri che nei momenti difficili non le sostengono e non le comprendono, piuttosto le giudicano, le fanno sentire sbagliate. Saranno figlie che non avranno modo di essere fiere di loro, che sono il primo, il più importante, che se certe cose sono proprio loro a fargliele mancare, se crescono senza credere in loro, un giorno saranno donne che faranno una gran fatica a credere negli altri, complice anche “il segno” di altri uomini. Saranno donne che non crederanno nell’amore, piuttosto ne avranno paura e difficilmente troveranno qualcuno che lo capisca e stravolga loro la vita.

Francesca Lizzio


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Malinconia

Lo so, non è bello

ma se vuoi un bacio,

un abbraccio

o una carezza,

attenta,

guarda che ti ritrovi senza certezza

Lo senti che niente vale la pena,

niente pesa in questi volti tutti uguali

che non vogliono il tuo nome,

non guardano negli occhi

e del tuo cuore non gli fotte

Sei tu quella che sente i sentimenti

e non li trova in questi tempi,

vivi male tutti i momenti

Vuoi andare via

da questo mondo distorto in cui non trovi poesia,

in cui ci si difende

e né col contagocce

né col “fidati”

ci si arrende

Parli coi muri, parli al vento

dici che se una volta credevi ciecamente in un mondo più bello

oggi fai le valigie, prendi pelle, sangue e cervello

che non credi, non senti e non vuoi saperne più niente

Sarà anche vero che ognuno ha in tasca la propria teoria,

che se fuori fa freddo non è detto che dentro debba essere lo stesso,

ma è anche vero

che a parlare coi muri e col vento

a lungo andare porta a una gran malinconia.

Francesca Lizzio


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