Persone coraggiose

Se le persone avessero un’etichetta, un marchio, non sarebbe tutto più facile? Si eviterebbero quelle indegne e si passerebbe direttamente a quelle belle. Perché secondo me, a furia di incassare, star male, imparare, se incontriamo finalmente le persone giuste poi non sappiamo cosa fare. Magari non rischiamo, consci del conto da pagare una volta arrivati alla fine oppure precediamo la fine, distruggendo tutto in anticipo. Perché non c’è niente di peggio del guardarsi indietro e sentirsi patetici per ogni volta in cui abbiamo creduto che valesse la pena usare tutto quel cuore, spendersi in quel modo, perché ci sono cose che non tornano più com’erano prima. La delusione ti rende diffidente. Il dolore ti rende cinica. L’esperienza ti rende selettiva.

A quel punto ci si deve fermare un attimo, per ritrovarsi e rimettere insieme i pezzi. Per capire che quello che è stato era giusto, nonostante tutto. E’ servito.

E’ intrinseco nella nostra società il pensiero che “nessuno si salva da solo” perché la maggior parte delle persone, per paura o per colpa delle convenzioni sociali, ha paura di stare da sola. Come se la vita potesse essere sprecata con persone che non ci rendono felici, a mendicare l’amore di qualcuno che non ci ama veramente, a scappare perfino da noi stessi perché non abbiamo mai avuto il coraggio di chiederci cosa realmente vogliamo.

Stare da soli è per le persone coraggiose. Così come l’amore. Moltissime persone non lo capiscono, riempiono il vuoto che hanno dentro con altre persone, piuttosto che con se stesse. Danno all’assenza il volto di una presenza sbagliata, come se le mancanze fossero tutte uguali.

Stare da soli è un bene, un diritto, a volte anche una necessità, perché soltanto così ci si può rendere conto di cosa si vuole veramente, di che tipo di amore si è capaci.

Ma l’amore che cos’è?

Qualche volta credo di averla una risposta tutta mia, ma qualche altra volta invece penso di non averci capito mai niente.
A volte penso che se non tirassimo in ballo tattiche e strategie, paure ed esperienze passate, se mettessimo le nostre carte in tavola e dicessimo “Ecco, io sono questo. Sono qui e voglio provarci” sarebbe tutto più semplice. Chissà, magari ci sarebbe meno solitudine e più amore.
In ogni caso, secondo me, l’amore dovrebbe essere un valore aggiunto. Dovrebbe arrivare quando abbiamo imparato a conoscere noi stessi, quando si è capaci di essere uno, perché non è un bisogno, è qualcosa di più, è qualcosa in più.
L’amore non conosce forzature, è spontaneo come la complicità: o c’è o non c’è. Nasce da solo, incontrollabile: sta a noi poi curarlo per far si che cresca e resista.
Non deve far dubitare di aver fatto la scelta giusta.
E’ la libertà di essere se stessi, di lasciarsi andare completamente, di potersi fidare.
Ha un vocabolario tutto suo, di parole che a volte soltanto gli occhi e le mani sanno pronunciare, che si riescono a dire soltanto in un sussurro. Ci sono sguardi e gesti che possono essere più intimi del sesso ed è lì che l’amore si nasconde, nella semplicità dei dettagli, nella bellezza disarmante dei dettagli.
L’amore è un atto di fede. Non esiste la persona “giusta”, quella in cui troveremo tutto quello che aspettavamo esattamente come la volevamo: esiste soltanto la persona che con le sue ombre e la sua luce può essere compatibile con le nostre ombre e la nostra luce. Solo così si può aspirare alla felicità con qualcuno, credendo che nonostante tutto insieme si possa andare da qualche parte.
L’amore è una promessa ma non è immune a nulla, perché è la forza che ha di esistere che fa la differenza, che ne determina l’intensità o la fine. E’ venirsi sempre incontro.
Nella società di oggi l’amore è un atto di incoscienza e allo stesso tempo di coraggio. Perché essere sinceri in una realtà che ti vuole falso è controproducente e per pochi. Per quei pochi a cui non piace considerare le persone intercambiabili, che di qualcuno vogliono sapere tutto, scoprire tutto e non esserne mai sazi. Per quei pochi che per “divertimento” intendono immergersi nell’universo di un altro, camminargli accanto, spogliarne poco alla volta le ombre, difenderne la luce.
Nei fatti, l’amore è quasi qualcosa di impossibile. Perché la vita è cara, perché non c’è lavoro, perché è da pazzi progettare castelli in aria, sognare un futuro senza fondamenta.
E perché la maggior parte delle persone, incapace di aspettarlo e/o coltivarlo, si annulla e si accontenta di un fac-simile.

Molti dicono che nemmeno esiste più. Non sappiamo più come si fa questo sentimento.
Si vuole l’illusione di un rapporto vero piuttosto che essere coinvolti realmente.
Si sta con un piede sempre fuori dalla porta, sempre in guardia, si tiene tutto a distanza di sicurezza.
Ci si sfida in un gioco strategico dove alla fine non vince nessuno, a chi è il più indifferente, il più forte, il più sicuro e alla fine si è solo bravi a restare soli o con le persone sbagliate, a perdere tempo.
Si spoglia il corpo, l’anima no perché è troppo rischioso. Ed è vero, è rischioso, ma è autentico. E’ in quel momento, quando siamo più vulnerabili, che ci dimostriamo capaci di amare a prescindere da come finirà. Che ci dimostriamo veri. Che ci dimostriamo diversi.

Francesca Lizzio


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