Apre una porta

Ho imparato che una persona potrà vantarsi quanto vuole pur di sentirsi superiore agli altri, potrà ostentare cento lauree, mille viaggi e milioni di amici, ma se manca di sincerità, gentilezza, umiltà e soprattutto maturità… bé, si commenta da sola. Potrà allestire la sua vita in tutti i modi invitanti e illusori che vuole, arriverà (sempre) il momento in cui tutti si renderanno conto del nulla che si affanna a nascondere. Della profonda, meschina, cattiva, voglia di prevaricare sugli altri perché in verità sa di non valere nulla. Di non essere altro che invidia allo stato puro.
Perché una persona sana pur avendo le sue batoste dalla vita, il suo bagaglio emotivo, i suoi problemi e le sue paure, i suoi dolori e le sue gioie, non allestisce un bel niente. Apre semplicemente una porta, sperando che chi sceglierà di entrare non lo farà per fargli del male, augurandosi che nasca qualcosa di bello.
Le persone vuote sono assordanti, quelle ricolme sussurrano. Magari le sentiranno in pochi, ma di sicuro non verranno mai dimenticate. Al contrario delle prime che alla fine si ritroveranno sole, logorate dal loro stesso veleno.

Francesca Lizzio


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Sorprendimi

Ci sono un paio di cose che devi sapere.

Quando ero bambina, mamma mi raccontava fiabe dove nessuno salvava la principessa, semmai era il contrario. La mia preferita era Rosabianca e Rosarossa dei fratelli Grimm, poi ho conosciuto La Bella e la Bestia e quella che alla fine ho più amato, Mulan.

Difficilmente do confidenza. Mi hanno ferito tante volte, per cui ho imparato a concedere poco e niente. Almeno, all’inizio.

Sto sempre sulla difensiva. Al primo posto ci sono io, a prescindere. Mi affeziono, voglio bene, ma nel dubbio, se ho il dubbio, scelgo sempre me.

Cammino coi piedi di piombo ed esprimo raramente i miei sentimenti. A dare troppo sono finita col pentirmene, non sapete che farvene, o lo usate contro di me o scappate. Ho imparato ad applicare le mezze misure, ma non per questo hanno meno importanza.

Il mio rifugio è il silenzio, sono una che ha imparato a risparmiare parole oltre che sentimenti.

Per quanto mi sforzi di tenermi a distanza di sicurezza, nel mio sarcasmo e nella mia ironia nascondo sempre qualcosa di profondo, di intimo. In tutto quello che faccio, in tutto quello che mi coinvolge o riguarda c’è sempre qualcosa di me, anche quando non vorrei.

Ho conosciuto talmente tante persone sbagliate che ormai ho paura che se dovesse capitarmene una giusta non saprò riconoscerla.

Me la sono sempre cavata da sola, anche quando in teoria non lo ero.

Il pensiero di “appartenere” a qualcuno mi mette a disagio, mi provoca ansia. Nessuno mai mi ha davvero conquistata del tutto, capiscimi. E si, anch’io non sono una che si lascia conquistare facilmente.

L’amarezza è la mia seconda pelle, la riconosci appena sfiori le spine. Più o meno tutti la scambiano per freddezza o superbia, pochi sanno riconoscerla.

Mi trovi lì dove tutto è fuori dal coro, fuori moda, insolito, strano. Diverso.

Ho gusti difficili. Coi libri, coi film, con la musica, coi vestiti. Con le persone. Difficilmente mi piace qualcosa o qualcuno, ma quando succede non ho confini, non conosco restrizioni.

Se mi prendi testa, cuore e anima è fatta, posso essere tua. Ma se non trovi il modo di dimostrarmi che ne vale la pena, mi allontanerò e non tornerò indietro. Sarò egoista, ma voglio essere felice e se non sai come fare devo andare.

Non credo nel “tutta la vita”, sono una che vive giorno per giorno.

Non giuro, non sono una che dà l’amore per scontato. Sono una che ama finché è possibile, finché guardandoci entrambi troviamo ancora quello che avevamo visto all’inizio, finché insieme siamo capaci di costruire.

Non è vero che bisogna dar retta soltanto al cuore, perché un giorno potremmo stancarci di noi e allora saremmo un altro “per sempre” abbandonato in mezzo a tutti gli altri, uguale a tutti gli altri.

Starò sulle mie, non ti incoraggerò a meno che non sarai in grado di sorprendermi. E tu sorprendimi, accetta il suggerimento.

Francesca Lizzio

La maggior parte dei cinici sono dei veri romantici: sono stati feriti, sono sensibili, e il loro cinismo è un guscio che sta proteggendo la piccola parte a loro cara che hanno dentro e che è ancora viva.

Jeff Bridges


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Dare voce al positivo

 

2-12-16

Questo è il mio quarto tatuaggio. Non trovando in rete il disegno perfetto ci ha pensato mia sorella, rendendolo così ancora più unico e importante. In cinque minuti era pronto, qualche ora più tardi era sul mio braccio.

Ogni tatuaggio che ho ha un significato e mi piace che anche il punto in cui è stato fatto non l’ho scelto per caso. Questo è perfetto anche per un altro motivo: lo vedo sempre.

Io sono una persona che vede di sé solo il negativo (reale o immaginario che sia) ed è agghiacciante. Tra l’altro è qualcosa che fa diventare matto chi mi vuole bene.

Sono sempre stata un mix letale di insicurezza e bassa autostima e il fatto di avere alle spalle molte brutte esperienze di vario genere non ha aiutato. Pur essendo maturata, a volte mi rendo conto che una parte di me continua ancora a credere a tutte quelle persone che mi hanno fatto del male. Pur essendo consapevole della persona che sono, lascio spesso vincere il negativo.

Da quando ho fatto questo tatuaggio però, ho sentito che qualcosa dentro di me sta cambiando. Ogni volta che lo guardo mi sento più serena e più predisposta a dare voce al positivo. Mi tornano in mente tutte le belle “cose” che ho, che ho fatto e faccio, che sono stata e sono.

E’ anche grazie a voi se sono riuscita a diventare più coraggiosa. In questi (quasi!) due anni mi avete fatto spazio nelle vostre vite con gioia, entusiasmo e affetto e ve ne sarò sempre grata.

Qualunque cosa accada, cercate di ricordare sempre chi siete. Che persone siete. Cosa meritate. Non sminuitevi, non accontentatevi, non credete a chi vuole farvi passare per quelle che non siete.

Sto preparando un regalo, spero tanto che vi piaccia.

Francesca


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