Fiore di cactus

Ciao a tutti!
Se cliccate qui potete leggere l’intervista che mi è stata fatta da Annalisa Panesi. Si parla di me (giusto un pochino), del blog ma anche, e soprattutto, del romanzo.
Sono molto emozionata… da oggi sono ufficialmente una Panesina.
Però non riesco a definirmi una scrittrice. Sono una ragazza che scrive, certo, ma di strada da fare ne ho tanta. Semplicemente, un giorno mi sono resa conto che carta e penna non mi bastavano più e allora ho creato un blog. Sono diventata una blogger per creare un contatto tra le persone. Con la speranza che questo spazio sia una sorta di rifugio anche per gli altri, non soltanto per me stessa, che chiunque decida di avvicinarcisi si senta come in una stanza piena di libri, al calore di un camino acceso, libero di starsene in pace per un po’.
Questo romanzo tecnicamente mi rende un’autrice, ma in realtà mi sento un semplice tramite: questa storia m’è piombata addosso con l’urgenza di essere raccontata, non mi ha lasciata altra scelta. Quindi eccola, adesso è anche vostra. Lasciarla andare così mi mette paura, nostalgia e gioia allo stesso tempo, ma so che ne avrete cura.

Non smetterò mai di ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine in questi due anni, che hanno dato a cuore di cactus un’occasione e anche chi ha fatto sì che realizzassi il mio sogno più grande.
Le ragazze che mi hanno mostrato quant’è bella l’amicizia, quella sincera che è felice insieme a te.
Mia sorella, l’unica in grado di fotografarmi e rendermi bella, e mia mamma. Da un soprannome, guarda qua cos’è nato.
Tutte le persone che mi vogliono bene e che hanno fatto i salti di gioia quando (finalmente!) sono riuscita a raccontare questa avventura.
E ovviamente la Panesi Edizioni, che ha dato voce a tutto questo.

Fiore di cactus Panesi Edizioni

Disponibile su tutti gli store online in formato e-book e prossimamente anche in cartaceo.

AmazonKobo e ibs


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9 thoughts on “Fiore di cactus

  1. Ciao,
    ho da poco finito di leggere il tuo libro. Lo sentivo che l’avrei letto tutto d’un fiato, tutta in una volta.Non posso che farti i complimenti perchè è di una semplicità straordinaria, ma cosi profondamente intenso. Magari sono parole che ti sarai sentita dire una marea di volte, ma ho letto anche tanto di me in quello che hai scritto (ma questo l’ho pensato da quando ho iniziato a seguire il tuo blog..”è una strega – mi dicevo- come può mettere nero su bianco esattamente le medesime sensazioni che provo io?”).Ho praticamente “evidenziato” metà dell’e-book e mi dicevo “esattamente così!oddio come ti capisco, oddio come MI SENTO COMPRESA”, ed ho pianto. Tanto. E’ difficile da spiegare,non fraintendere perchè quelle che voglio spendere per te sono solo belle parole..Mi sono sentita meno sola e un po’ piangevo anche per Sara perchè avrei voluto essere li con lei quando sentiva il bisogno di scappare e quando le spine le pungevano il po’ il cuore dall’interno, avrei voluto darle una mano perchè posso davvero mettermi nei suoi panni e un po’ piangevo perchè vorrei avere lei accanto a me quando mi sento sbagliata in praticamente tutto quello che faccio. Le persone mi dicono che se sono sola è perchè sono io che lo voglio, eppure l’ardore e la voglia che ho dentro di condividere la mia esistenza con qualcuno è smisurata, ma pare che nessuno la veda. Però è vero che dalle persone fuggo,perchè tanto so che prima o poi saranno loro ad andarsene da me, è sempre successo cosi e io non sarò mai l’eccezione che conferma la regola.e allora perchè aspettare? preferisco farmi male subito, piuttosto che correre il rischio di essere abbandonata poi. Perchè tanto succederà. Forse Sara, e scusa se mi permetto, pecca un po’ di presunzione, perchè partiamo (si, lo so che ho cambiato la persona da singolare a pluralae)subito dall’idea che non ci sia nessuno in grado di capirci. La paura ci fotte. La paura è sempre li a pungere, sempre più forte, fino a far sanguinare, per ricordarci che non siamo sole.
    Sara ha 25 anni ma è tremendamente matura, dotata di una sensibilità che può essere un’arma a doppio taglio, in quanto non riesce a farla vivere con la desiderata spensieratezza di una giovane donna. Ma Sara è anche fottutamente forte, come il fiore che impavido si fa largo tra le spine del cactus.
    Perdonami se ho parlato anche di me, quando volevo fare un commento sul tuo libro, ma mi son sentita troppo partecipe.
    Continua a scrivere, fallo, perchè lo fai da dio.
    Un abbraccio
    Valentina

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    1. Non sai che regalo siano per me le tue parole. Capisco davvero tutto quello che hai scritto ed è vero, la paura ci fa fare cose assurde ed è un peccato.
      Sono contenta che Sara ti abbia fatta sentire meno sola, è una delle cose che speravo di trasmettere a chi, come lei, ha paura di non meritare di essere felice.
      Ti abbraccio forte anch’io (e grazie) ❤

      Liked by 1 persona

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