Perché

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Quando mi viene chiesto perché scrivo, rispondo che è un modo per non lasciarmi abbattere. Per metabolizzare, sfogarmi, stare meglio, esternare quello che magari in altri modi non riesco a tirare fuori.
E poi perché è bellissimo fare del bene anche agli altri.

Francesca

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E’ successo

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Oggi l’ho portato con me per la prima volta e mentre lo guardavo pensavo che esiste già da tre mesi. Poi m’è venuto in mente di quando mi hanno chiesto quanti anni avessi quando l’ho scritto, perché “Sei molto matura per essere una ragazza così giovane”. Era il giorno prima dei miei ventiquattro anni e come ogni anno, non volevo rendermi conto che il tempo passa.

Ho ripensato ai messaggi di sincera felicità e alle parole d’affetto, alle foto che ho ricevuto del libro nelle vostre vite. Spesso lo guardo e stento ancora a crederci. Eppure è vero, è qui, sono già tre mesi. E’ successo. Mi ha portato tanti sorrisi, tanti nuovi incontri.

Averlo scritto è una vittoria e un regalo. Ho capito che non sono quella buona a nulla che credevo e che sognare è per tutti, anche per una come me che cammina in punta di piedi col terrore costante di disturbare, che ha paura di aprire il cuore per tutte le cose non belle che ha visto nella sua vita.

Sarò sempre grata a chi ha creduto in questa storia, le splendide ragazze che nonostante la distanza geografica ci sono sempre, amiche eccezionali, le persone che mi seguono con affetto e che stimo, tra cui un ragazzo che ha creduto in me ciecamente e mi ha praticamente supplicato di pubblicare questo libro. Se non fosse stato per lui, dubito fortemente che sarebbe successo.

Vi auguro il coraggio di inseguire i vostri sogni, di avere vicino qualcuno che ci crede insieme a voi e la forza di fregarvene di chi non merita di avervi nella sua vita. Perché dovete essere felici, che nessuno vi convinca del contrario.

Le reazioni contrastanti di chi mi contatta dopo aver finito di leggerlo:

– Ho pianto come una disperata
– Quanto mi hai fatto ridere!
– Mi hai spezzato il cuore
– Non ci sono per nessuno, devo metabolizzare
– In questo momento non so se amarti o odiarti
– Sono contenta che tu l’abbia scritto
– Sei straordinaria, ma mi hai ridotta in fin di vita
– Sappi che ti odio un po’
– Mi sono ritrovata in ogni singola parola
– Il tuo modo di scrivere semplice, tagliente, a tratti duro, veritiero e così maledettamente schietto, colpisce dritto all’anima
– Grazie, mi hai fatto un regalo

Sappiate che voi mi fate un regalo, ogni volta che permettete a Sara di aprire una porta nelle vostre vite.

Francesca

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L’amore ai tempi del…com’era

Avrebbe fatto comodo un bel manuale sulle relazioni sentimentali. Avremmo sfogliato l’indice all’occorrenza, letto quello che c’era da leggere e sarebbe andato tutto bene.

Tra amiche si parla spesso di maschi prevedibili, pseudo amori, avventure, storie e tutte la pensiamo a proprio modo. Concordiamo inoltre sul fatto che il manuale potremmo scriverlo noi stesse.

C’è chi vive quest’epoca di precariato sentimentale con leggerezza, con la voglia di divertirsi e basta, delusa da esperienze passate, chi è impegnata in un rapporto che spera di non veder franare alla minima incertezza, chi ha deciso di stare da sola per un po’, intenzionata a non sprecare altro tempo e altro cuore, decisa a non avere più aspettative.

E’ innegabile. Il sesso è molto più facile. Paradossalmente, per quanto intimo sia, non è abbastanza personale da poter essere vissuto soltanto con qualcuno che ci piace davvero e per intero. Non è impegnativo quanto lo è invece una relazione. Ottieni quello che vuoi e te ne vai, punto. Niente cuori infranti, sogni distrutti, progetti falliti.

Le relazioni stravolgono. Sono un impegno costante. Come possono sopravvivere, ad esempio, alla distanza? Le fondamenta di una relazione come questa, in teoria, dovrebbero essere uguali a quelle di una qualunque relazione: solide, forti, consapevoli. Ma se anche fosse così, con tutto l’amore e la razionalità del mondo, come si fa a non lasciarsi abbattere dalla distanza? Senza potersi vedere quando si vuole, senza poter condividere tutto in modo “normale”.

“Io non so se ce la farei”, ho detto. “Se fossi innamorata ce la faresti”, mi hanno risposto. Ma io so che l’amore non fa miracoli. Anche se fossi innamorata non credo reggerei ai classici dubbi, alle classiche paure, alla classica gelosia, tutto elevato al quadrato, senza poter toccare con mano la soluzione ai miei affanni quando mi pare e piace. Dovrei convivere con delle paranoie che normalmente non avrei o almeno, non con la stessa intensità.

E mentre si chiacchierava, tra amarezza e speranza, ecco lo scenario che avevo per la testa:

A poco a poco ci allontaneremo, aggiungendo il silenzio alla distanza.

Sentiremo la mancanza di quelli che eravamo all’inizio, belli anche senza parole, perché eravamo tipi d’azione, di fatti che avevano l’urgenza di realizzarsi.

Per un po’ siamo stati bene, poi ci siamo rovinati la vita. D’ora in poi malediremo l’ora e il momento.

Diventeremo due disordini che si raccontano che se la caveranno.

Due pianeti privi di vita che si limiteranno ad orbitare e collassare nell’indifferenza altrui.

Come qualsiasi altro amore.

Insomma, in un periodo in cui il presente stesso ha fondamenta traballanti, non biasimo certo chi non pianifica un futuro in grande, con matrimonio e figli all’orizzonte. Allo stesso tempo però, sto dalla parte di chi vuole di più. Perché c’è chi ama talmente tanto l’amore da non volerlo sminuire. E’ cogliere la differenza tra chi ti piace veramente e chi invece non ti resterà impresso nella memoria neanche per un giorno. C’è chi ama così tanto da pretendere un dialogo, condivisione, libertà, confidenza, una fiducia che mai può reggere il confronto con qualcosa di superficiale come Ciao, adios, I’m done. C’è chi vuole l’intimità ed è qualcosa di fottutamente coraggioso. Qualcosa che non puoi trovare con chiunque.

Fra’, al posto del cuore tu però ormai c’hai un posto di blocco, (ho riso tantissimo).

Si, non sono mai stata facile da conquistare, ho sempre applicato la mia personale selezione (naturale o consapevole che sia). E’ vero, sono fatta così. C’è chi riesce a mettere da parte il cuore e chi invece, per quanto lo desideri, no.

Ma allora cosa vuoi?

Quello che ho sempre voluto: autenticità. Consapevolezza. Maturità. Sincerità.

L’ho detto/scritto tante volte, l’amore non è una mia priorità, ma non vuol dire che se dovessi ritrovarmelo davanti lo manderei al diavolo. Non subito, almeno, e siamo esplose a ridere.

Scherzi a parte, a me non piace la solitudine di oggi. Non mi piace quando nessuno difende un sentimento, quando nessuno cerca qualcosa di diverso. Non mi piace quest’incertezza costante, questa rassegnazione passiva, questo tempo che scivola via senza imprimere nella memoria quasi nulla di importante.

Non ho mai apprezzato le belle parole prive di sostanza, lasciate nel vuoto, abbandonate senza fatti. L’ipocrisia di chi ti tiene all’amo e non ti prende mai, ti illude, temporeggia, probabilmente perché incapace (o semplicemente non interessato) ad accogliere qualcuno.

Sembra che nessuno si fermi più un attimo per chiedersi com’era l’amore, quando gli permettevamo di far parte delle nostre vite.

Francesca Lizzio


©Copyright 2017

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Parte del discorso

Oggi è stata pubblicata un’intervista molto diversa dalle solite che mi è stata fatta da Ilaria, una ragazza di una gentilezza (e un entusiasmo!) disarmante.
Avete presente quando qualcuno è dolce e disponibile con voi, senza che pretenda nulla in cambio o lo faccia per ricavarci qualcosa alle vostre spalle? Ecco, conoscerla è stato così e quando succede una cosa del genere ritrovo un po’ di speranza, sorrido senza che me ne renda conto. Fosse sempre così, vero?
La trovate qui.

Francesca

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Il corpo sa tutto

Il corpo sa tutto di Banana Yoshimoto.

Il corpo sa tutto Banana YoshimotoCorpo e psiche, attaccati al dolore fino a opporsi alla guarigione. E’ il filo che unisce i racconti de “Il corpo sa tutto”, che dipanano l’arduo percorso dal dolore alla guarigione attraverso una gamma sorprendente di modulazioni, tra difficilissime prove e piccole gioie, fin quando la liberazione si fa strada, accarezzando la mente e alleggerendo il peso della carne. Conflitti drammatici, traumi psichici, nodi apparentemente insolubili si sciolgono sotto un raggio di intuizione illuminante, permettendo ai personaggi di uscire dalle loro crisi salvi e arricchiti. Ancora una volta Banana Yoshimoto ci offre un caleidoscopico paesaggio del Giappone, realistico e visionario, doloroso e vibrante di ottimismo.

 

Tredici racconti di ordinaria e straordinaria quotidianità, ognuno con un suo messaggio. La loro semplicità accarezza il cuore, accompagnandolo in storie nostalgiche e dolorose. Dalla perdita di una persona cara ad un amore che ti consuma, da ricordi d’infanzia traumatici alla paura del cambiamento, dal senso di isolamento ad una profonda amicizia.

Tristezza, dolore, abbandono, amore, amicizia, famiglia. Sono questi i temi ricorrenti che tratta quest’autrice meravigliosa senza mai ripetersi, senza mai smentirsi. E nonostante siano argomenti delicati, nei suoi romanzi prevale sempre l’ottimismo e il calore della speranza.

Francesca Lizzio


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