Non siamo indistruttibili

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Sorprese come queste, spesso capitano nel momento in cui ne ho più bisogno.

Ci sono dei periodi in cui perdo le parole e non scrivo, a dire la verità. Sono periodi che mi fanno sentire un relitto, ma per fortuna non durano anche se sembrano infiniti. Si, nel profondo so che non smetterò, ma qualche volta ne dubito e sapete perché? Perché spesso ci dimentichiamo di quanta forza abbiamo dentro. Lo so, è più facile a dirsi che a farsi, ma nel profondo siamo sempre in grado di ritrovarla. Noi donne abbiamo delle riserve segrete perfino a noi stesse, non dubitatene mai. Non importa quanto sia difficile, quanto siamo stressate, tristi, giù di corda. Se non vogliamo impazzire, dobbiamo rimetterci in piedi e ritrovare il nostro modo di vivere. Perché alla fine il trucco sta tutto lì, il più delle volte funziona, quando non va è per ricordarci che non siamo fatte di pietra, non siamo indistruttibili. Io sono una che se la prende con se stessa quando deve rendersi conto di questo semplice dato di fatto, spero che per voi non sia lo stesso.

E si, sto scrivendo…

Francesca


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Il futuro è un’incognita per tutti

Oggi ho un paio di cose da dirvi, ma prima devo raccontarvi due delle strane vicende che mi sono successe ultimamente.

La prima, riguarda una persona che in passato sembrava sinceramente legata a ciò che scrivevo. Per un po’ è scomparsa, per poi riapparire con una richiesta di pubblicità. Purtroppo sono arrivata al punto in cui raramente accetto richieste simili per colpa di persone che all’inizio, quando appunto accettavo, oltre a non ringraziarmi si rivolgevano nel modo più arrogante e maleducato possibile. Scema io, lo so. Ad ogni modo, a questa persona ho risposto specificando che fosse un’eccezione da parte mia, dato che ormai sono anche costretta ad ignorare certi messaggi, che mi dispiaceva non poterla accontentare. Le ho spiegato che la mia situazione quotidiana ormai è questa, chiunque vuole qualcosa da me senza riflettere sul trattamento ingiusto che ricevo. L’indomani non ero più tra le sue amicizie.

La seconda, riguarda una persona che voleva che leggessi i suoi scritti. All’inizio l’ho fatto, poi è successo che quando mi ha contattata nuovamente ho avuto l’ardire di non accorrere all’istante. Un paio di giorni dopo, quando ho potuto leggere il messaggio contenente la solita richiesta, ho visto che mi aveva rimossa dalle sue amicizie.

Ora, io capisco. Il mondo è una giungla e per affermarsi bisogna essere avvoltoi, ma davvero è questo il modo di trattare le persone? Tra l’altro, mi dispiace deludervi, ma arrivando a me non vi si aprirà nessuna strada perché non sono famosa, non sono ricca, i miei problemi e le mie paure non sono magicamente scomparsi. Tutto quello che faccio lo faccio da sola, senza pretendere, elemosinare o ricevere aiuto da nessuno.

Per qualche oscura ragione poi, quasi ogni giorno vengo contattata da persone che pretendono il libro gratis, nonostante in passato ho spiegato che non mi sto arricchendo e il libro è spesso in saldo al 50%. Persone maleducate o con nulla o quasi dimestichezza col web, o addirittura che non sanno neanche esprimersi in italiano corretto, che hanno anche il coraggio di aggredirmi se rispondo ai loro messaggi o alle loro e-mail. Insomma, mettetevi nei miei panni.

Scrivo spesso sul mio profilo Facebook che non ho Messenger sul cellulare e quindi per questa ragione non rispondo più o meno subito ai messaggi, ma nonostante la mia disponibilità (ingenua, a questo punto) vengo trattata così. Senza contare che al di là dei social, del blog, del libro, ho una vita come chiunque altro, ci sta che non sono online ventiquattro ore su ventiquattro e sette giorni su sette. Tra le altre cose, io stessa scrivo su un blog da quasi tre anni, eppure non mi permetterei mai di tempestare di messaggi chiunque, pretendendo quando mi pare e piace che corra a leggere immediatamente l’ultimo articolo. Non lo faccio con chi conosco di persona e da una vita, figuriamoci con gli estranei.

Mi dispiace tanto scrivere post del genere, cerco sempre di evitare, ma ad un certo punto mi vedo costretta.

Quest’estate ho dovuto smettere per un po’ di controllare le e-mail e adesso, per un po’, non controllerò la posta di Facebook e di Instagram.

Quello che faccio sul web per me è importante, ci metto l’anima e ogni altra parte di me, ma vi assicuro che quello che ho, per poco che sia, me lo sono sudato e continuo a sudarmelo. Il futuro è un’incognita per tutti, inclusa la sottoscritta, per questo non smetterò mai di dirvi che dovete credere in voi e nei vostri sogni con tutto il cuore, dovete sviluppare e nutrire le vostre capacità senza stare a pensare agli altri, a paragonarvi agli altri o ad invidiarli. Se voi per primi non credete in ciò che fate, negli individui che siete, nessun altro lo farà.

Voglio concludere ringraziando le persone che hanno contribuito a rendere importante e speciale il mio 2017. Non mi aspetto niente dal 2018, l’unica cosa in cui spero è riuscire ad incontrare altre persone belle come voi.

Vi auguro di riuscire ad ottenere ciò che desiderate con le vostre forze, così non solo assaporerete l’orgoglio di avercela fatta da soli, ma non dovrete nemmeno sdebitarvi o dire “grazie” a nessuno all’infuori di voi stessi.

Vi auguro la serenità nonostante le difficoltà, di avere vicino persone che vi vogliono bene veramente e di avere la forza di liberarvi di quelle che non ve ne vogliono.

Vi auguro di non perdere la speranza nelle persone, anche se è davvero difficile.

Vi auguro di essere coraggiosi soprattutto quando pensate di mollare, di non farcela, che non ne vale la pena. In realtà ne vale eccome, sempre.

Scelgo ancora di non avere Messenger sul cellulare, ma se volete scrivetemi dove preferite, quando potrò vi risponderò.

E come ho scritto qualche mese fa su un post simile, chi ha cuore capirà.

Francesca


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Il diritto di vivere a modo mio

Perché il pensiero comune vuole che la parola “single” sia sinonimo di sfiga e infelicità?

Questa vita è meno pesante se la condividi con qualcuno. Non è detto. Deve essere il qualcuno giusto e mica cresce sugli alberi.

Non ho mai preteso che il mio modo di vedere le cose fosse l’unico sensato, giusto, ma se c’è una cosa che pretendo è il diritto di vivere a modo mio.

Dal mio vissuto ho imparato certe cose sull’amore e sono arrivata alle mie conclusioni, come chiunque altro. Ho scelto di affidarmi alla testa, ma non significa che trascuro il cuore. Semplicemente me ne prendo cura e lo faccio vivere a modo mio.

Un giorno vorrò un figlio, magari potrò anche permettermi di compiere questo passo e spero di poterlo adottare. Con o senza un compagno. Perché la vita è difficile, trovare un lavoro stabile è un’impresa, ma trovare un compagno lo è anche di più. Non sta scritto da nessuna parte che lo troverò sicuramente, tra l’altro.

Ad ogni modo, in Italia ai single non è ancora permesso adottare, si è costretti ad aspettare che la civiltà giunga finalmente anche qui. Ci sono persone che nemmeno in un’altra vita meriterebbero di avere dei figli, eppure in questo Paese il problema è un altro. Cioè che io, donna indipendente, sana mentalmente e fisicamente, non ho il diritto di desiderare una famiglia perché non ho un compagno, come se averlo fosse una garanzia di serenità e felicità per i figli e per me stessa. Perché da sola non valgo nulla, sempre e comunque, in qualsiasi ambito e circostanza, figuriamoci.

C’è sempre la via classica, mi sono sentita dire. Inizialmente sono rimasta basita, poi ho lasciato perdere. Perché non si può spiegare il sentimento che c’è dietro il volere adottare e anche riuscendoci, non tutti sono in grado di comprenderlo.

Ci dicono che siamo generazioni senza sogni, ambizioni e volontà, ma la verità è che il futuro ci sembra un’identità astratta e il presente è un inferno. Non siamo pigri, siamo realisti.

E’ vero, formare una nuova famiglia oggi è quasi un atto di incoscienza. Tra guerre, attacchi terroristici, cambiamenti climatici, incidenti nucleari, ingiustizie di vario genere, stiamo distruggendo il pianeta e noi stessi. Eppure avere un figlio resta un mio desiderio e voglio adottarlo, perché nessuno merita di vivere solo e infelice, soprattutto un bambino e nel mondo ce ne sono tanti, troppi. Avevo sedici anni quando l’ho deciso, non lo dimenticherò mai e negli anni questo desiderio non mi ha lasciata, anzi, si è intensificato. Spero che prima o poi anche nel nostro Paese sarà possibile compiere questo gesto d’amore.

L’amore è un impegno, è costanza, soltanto perché sono single non vuol dire che non so cosa significa, che non sono in grado di amare. I single sanno cos’è l’amore, a volte anche meglio di chi è impegnato in una relazione.

Ognuno di noi dà un significato tutto suo a questo sentimento e nessuno può dirci che è sbagliato soltanto perché è diverso. Il significato che ha per me non ha nulla a che fare col matrimonio ad esempio, ma non per questo giudico e condanno le persone che scelgono di sposarsi.

Chiunque ha il diritto di amare a modo suo.

*film che adoro su questo argomento: The blind side, L’incredibile vita di Timothy Green, Lion – la strada verso casa. Ve li consiglio!

Francesca Lizzio


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