Madre Terra

Luglio 2021 è il mese più caldo nella storia del pianeta, sempre più allo stremo. Si rincorrono a gran voce gli allarmi dei climatologici che da anni tentano di fare appello al buon senso di chi governa i popoli della Terra, nella speranza di essere finalmente ascoltati. Abbiamo sprecato del tempo prezioso, tempo in cui avremmo dovuto correre ai ripari cambiando il nostro stile di vita non più sostenibile. 

La corsa all’acquisto di un condizionatore è parsa la soluzione al problema del caldo asfissiante, continuando imperterriti ad ignorare le cause scatenanti di questo caldo anomalo. La frequenza con cui si verificheranno gli eventi climatici estremi aumenterà, così come le temperature e il livello dell’acqua dei mari e degli oceani. A pagarne il prezzo più alto saranno le generazioni future ed egoisticamente parlando è di questo che i governi si sono cullati. Un atto di egoismo più grande non esiste. Un’ingiustizia immane nei confronti dei bambini che stanno crescendo in un pianeta sofferente. 

Gli esseri umani sono capaci di splendide cose, meraviglie e amori indissolubili, eppure è attraverso le atrocità che s’impegna a lasciare un’impronta nella storia. 

C’è un mondo da ripensare per chi lo abita e per il corpo celeste che non rispettiamo abbastanza. Serve una rieducazione civica e ambientale di tutti i cittadini che, oltre ad essere spesso incivili nei confronti del prossimo, non perdono occasione per dimostrare quanto gli sia indifferente lo stato di salute del pianeta che ci ospita. 

Nel momento in cui, tra i commenti in un post su Facebook, leggo frasi del tipo “ma basta sempre le stesse notizie allarmiste”, “non pubblicate mai buone notizie” e “avete rotto le palle”, mi ritrovo a pensare che l’umanità meriti l’estinzione. Siamo capaci di infliggere agli altri il male indiscriminato ed esercitiamo un profondo e malsano egoismo sul pianeta. Non abbiamo nessun diritto di sentirci superiori alla natura che con sempre più violenza sta cercando di ripristinare il suo equilibrio. 

Per gran parte della storia dell’umanità, in tutte le culture la Madre Terra era considerata un essere dotato di spirito, una creatura viva e sacra che andava rispettata e celebrata. L‘uomo si poneva all’interno della natura e mai al di sopra, poiché la Dea Madre nutriva gli esseri umani coi suoi frutti e li dissetava con la sua acqua. Grazie a Lei, l’uomo viveva e prosperava. Quando poi si è affacciato al progresso e al guadagno economico sconsiderato, ha iniziato a saccheggiare e privare il pianeta di tutte le sue risorse. 

Albert Einstein affermò che sarebbe stato necessario “costruire un nuovo umanesimo” altrimenti non saremmo riusciti a salvare il pianeta. 

Le alternative alle fonti di energia fossili e al petrolio esistono da tempo ma gli introiti economici legati allo sfruttamento di queste risorse fa gola a tanti, troppi, avvoltoi. Adesso che siamo al collasso, la speranza è che i governi agiscano attivamente. Non c’è più tempo. Gli adulti devono fare la loro parte, insegnando inoltre ai bambini il rispetto verso la natura a cui dobbiamo ogni cosa. 

Capo Seattle, nativo americano, disse “Insegnate ai vostri figli tutto ciò che noi abbiamo insegnato ai nostri: che la Terra è la madre di tutti. La Terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla Terra. Tutto è collegato, come il sangue che unisce una famiglia. Tutto ciò che capita alla Terra capita anche ai suoi figli.” 

Nel nostro piccolo, ognuno di noi può fare qualcosa per salvaguardare il pianeta. Basterebbero dei gesti di educazione e civiltà, ad esempio evitare di gettare la spazzatura per strada, di inquinare il mare dove vive il pesce che mangiamo, di dare fuoco agli alberi che ci consentono di respirare purezza. Allenate il buon senso, ne va della vita di tutti. Non c’è più spazio per l’egoismo. 

Siamo la specie dotata d’intelletto, eppure facciamo il possibile per autodistruggerci. Ciò che più mi lascia sconcertata è l’indifferenza delle persone, come se non condividessimo la stessa aria, lo stesso cielo, la stessa terra. 

Un proverbio amerindio dice che “la terra sulla quale viviamo non l’abbiamo ereditata dai nostri padri, l’abbiamo presa in prestito ai nostri figli”. 

Se non cambiamo adesso, se non facciamo il possibile per stabilire un nuovo equilibrio, non saranno soltanto i nostri figli ad assistere al disastro ma noi stessi. Sta già succedendo. 

Francesca Lizzio


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