Eccomi qui

Eccomi qui, alla soglia dei miei ventisette anni.

Sono tante le cose che mi vengono in mente. Quando per i ventitré era talmente grande il desiderio di non vedere andare via un altro anno che ho disattivato l’account Facebook e ho tenuto il cellulare spento tutto il giorno. Volevo illudermi così facendo di fermare il tempo.

Quando ho finalmente smesso di colorarmi i capelli, quelle quattro ciocche sottili che però non c’è verso di domare e alla fine niente, fate un po’ come vi pare. Sempre spettinata ma almeno piacevoli.

Quando all’aeroporto di Genova, il ragazzo che doveva controllare la mia carta d’imbarco e i documenti ha guardato più volte me e la carta d’identità facendo un sorriso che mi ha colta di sorpresa, come se stesse pensando che sono cambiata tantissimo (e in meglio, grazie al cielo). O forse non si capacitava dell’età che i documenti affermavano avessi, più probabile.

Non sono bella, non sopporto la mia timidezza, eppure sono fiera di me. Avrei potuto adeguarmi tanto tempo fa a come gli altri volevano fossi, a come gli altri erano, così diversi da me, e avere così la vita più facile. Invece sono rimasta me stessa anche quando mi sentivo dire di essere strana o peggio, cose che solo chi non ti capisce e non vuole conoscerti può pensare.

Ripenso a tutte quelle amicizie che credevo indissolubili e conto quelle che sono rimaste, una in particolare che lotta al mio fianco sempre e comunque, qualsiasi sia la circostanza. Non so cosa ho fatto per meritarla, ogni anno quando si avvicina il mio compleanno però posso dire a me stessa di avere ancora questa certezza.

Le cactusiane, che nonostante la distanza geografica e il tempo passi ci sono sempre. Mi basta aprire il nostro gruppo, digitare qualche lettera ed eccole lì, sempre pronte a darmi un sostegno, un conforto, un sorriso. Grazie ai social possiamo essere presenti l’una per l’altra, a dimostrazione che la tecnologia se ben adoperata può essere fonte di grande aiuto e serenità.

Ripenso a tutti quegli amori che “potevano essere e invece”, quelle briciole di felicità, piccole come granelli di sabbia e infatti non hanno lasciato nessuna traccia. Tutte quelle promesse, tante parole, tanti castelli e per fortuna che non ci ho mai creduto troppo. Chi è abituato alla delusione in un certo senso ha una difesa in più, non cede mai del tutto al fascino della speranza. Almeno quando cadrà avrà un paracadute.

Faccio il conto delle bugie a cui ho creduto, una fra tutte quella di non valere niente, di non meritare altro che tristezza e mazzate. Quanto tempo ho perso prima di imparare a riconoscere la verità in mezzo a tutta quella cattiveria, invidia, indifferenza. Ma meglio tardi che mai, anche se in fondo non è mai tardi quando si tratta della propria serenità.

Ripenso a tutte le belle esperienze che ho vissuto negli ultimi anni, il blog, il libro, la prima presentazione, il mio primo viaggio da sola. Spero di tornare presto a Sestri Levante. E che questa novità un giorno si concretizzi.

Quando scrivo di Cristina, certe volte mi sembra di trascurare Sara e allora mi sento un’ingrata, una che abbandona chi ha bisogno di me. Lo so, ho un problema. Forse più di uno, ma giuro che la sto scrivendo questa storia. E’ complessa, diversa, mi sta costando più della prima volta, ma prende sempre più forma. Il fatto è che ho qualche difficoltà con la fine delle cose, cerco sempre di trattenerle, prendo tempo, faccio di tutto per averle ancora per un po’. Sono sempre stata così, infatti so che anche stavolta temporeggerò prima di scrivere il finale della storia di Cristina.

Questa foto l'ho scattata qualche giorno fa presso l'Orto botanico di Catania, la trovate anche sul mio profilo Instagram
Foto scattata qualche giorno fa presso l’Orto botanico di Catania, la trovate anche sul mio profilo Instagram.

E quindi, domani saranno ventisette. Cosa vorrei? Cosa cambierei? Mi astengo dal rispondere, preferisco essere sorpresa. E poi non si sa mai, l’universo ogni volta che esprimo un desiderio trova il modo di rovinarmelo, quindi meglio lasciare perdere.

Quest’anno non avevo nessuna voglia di festeggiare ma grazie alla mia famiglia e agli amici ho cambiato idea, quindi ho intenzione di godermelo.

Ormai sono praticamente un influencer (come no!) quindi vi aspetto su Instagram, così vi mostrerò i regali che riceverò per il compleanno. Sono felice come una bimba.

Vi abbraccio!

Francesca


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Quattro anni

Quattro anni giorno 20 Febbraio

Questo piccolo angolo spinoso esiste da quattro anni e anche se è un po’ silenzioso ultimamente, non vuol dire che sia abbandonato. Ho letto da qualche parte che gli scrittori scrivono anche quando non scrivono, per cui se davvero posso essere definita tale allora è esattamente quello che sto facendo.

Scrivere una storia non è facile, paradossalmente la seconda volta è risultata più difficile della prima. Vuoi per lo stress della vita di tutti i giorni, vuoi per mancanza di tempo, procede a rilento. Sono sincera con voi, sempre, quindi lo ammetto.

Il pensiero comune vuole che gli scrittori forse non abbiano mai dei periodi lenti, debbano scrivere scrivere scrivere, disperati e insaziabili. E poi ci sono io che anche per le passioni che nutro ho bisogno di tempo.

C’è molta competizione in giro, ma non mi tocca. Scrivo perché è una cosa che mi fa sentire meno invisibile e incapace, non per dimostrare qualcosa a qualcuno o per sentirmi migliore degli altri.

Non so quando finirò di scriverla, ma non mancherò dal tenervi informati su qualsiasi piega prenderà in futuro.

Rileggendo il post che ho scritto l’anno scorso, mi sono resa conto che il 2018 non è andato affatto come immaginavo. Ero sicura che non avrei potuto partecipare a Libri in Baia ad esempio e invece sono partita, sola e in preda all’ansia ma ce l’ho fatta e ho presentato per la prima volta il libro. Vi lascio qui gli articoli dove vi ho raccontato tutto.

Comunque, oggi voglio ringraziarvi ancora una volta di esserci.

Spero di riuscire a migliorare, a superare le mie paure e i miei dubbi e a regalarvi questa storia che mi accompagna da un po’ e che non ha nulla o quasi a che vedere con Fiore di cactus. Non so se ne avrò l’occasione ma ci proverò, come sempre.

Grazie per questi quattro anni insieme.

Quattro anni blog
Ho ritrovato questa foto tra le mie vecchie storie di Instagram, scattata sul treno qualche mese fa.

Francesca


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L’amore è un’altra cosa

Da qualche anno ho preso l’abitudine di non pensare a chi non pensa a me. Mi spiego meglio: una volta credevo che comportandomi diversamente avrei dimostrato di essere superiore, giustificavo l’ingiustificabile sostanzialmente, finché ho capito che grande spreco di tempo e di attenzioni fosse. Che cavolo di senso aveva esserci sempre per una persona che nemmeno si sprecava, per esempio, a farmi gli auguri per il compleanno? Per non parlare del fatto che non si sognava nemmeno di riconoscere il proprio sbaglio e chiedermi scusa.
C’è un’enorme differenza tra essere maleducati e sprecarsi per qualcuno che non ti pensa mai, per questo ad un certo punto ho deciso di dedicare il mio tempo e la mia presenza a chi la merita (e vuole) davvero. Dopotutto se c’è affetto non succedono certe cose, credendo poi che le persone siano cretine e dimentichino come se non fosse successo nulla.
Insomma, si trattava sempre di affetto a senso unico, ero io l’unica a tenerci davvero, dall’altra parte alla fine mi sono accorta che era unicamente una questione di comodo. Uno schifo.
Avrei dovuto continuare come sempre, cioè passare oltre e permettere che la storia si ripetesse all’infinito? Oppure darci un taglio, cominciare finalmente a farmi rispettare e prendere le distanze? Avrei dovuto farlo prima, magari mi sarei evitata certi dispiaceri e non avrei permesso a certe persone di ferirmi, illudermi e prendermi in giro. Per fortuna si è sempre in tempo, ricordatevelo. C’è sempre il modo di liberarvi delle persone che non vi fanno stare bene, che non vi rispettano, che non apprezzano la vostra presenza e non ricambiano il vostro affetto. Sempre. E’ una questione di amor proprio, non sprecatevi per qualcuno che non ci pensa due volte a spezzarvi il cuore. E non pensate nemmeno di meritare di essere trattati così o che addirittura l’amore sia questo, perché non è affatto vero. L’amore è un’altra cosa.

Un anno fa scrivevo queste parole e devo dire che restano sempre attuali. Voglio aggiungere però una cosa che ho già detto tante volte, ma che secondo me non è mai abbastanza: quello che subiamo sulla nostra pelle o viene fatto/detto alle nostre spalle non definisce noi, ma la sottospecie di persona che si nasconde dietro queste azioni. Un essere piccolo, ridicolo e insignificante.
Se vi raccontassi cosa mi è successo qualche giorno fa, tra lo sgomento e lo schifo vi verrebbe anche da ridere, perché a mente lucida si comprende che la verità è soltanto una: chi non è soddisfatto di se stesso e della propria vita cerca sempre di buttare fango addosso agli altri, invidiandoli anche a distanza di anni.
Insomma, un essere del genere fa solo pena, non ha un reale impatto su di noi, non credete?

Francesca


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Amo i libri

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Sul mio profilo Instagram adoro sbizzarrirmi con foto, citazioni, accostamenti tra autori e autrici che mi restano impigliati al cuore.
Non scrivo recensioni, non mi reputo all’altezza, semplicemente chiacchiero di libri, faccio storie e regalo consigli per il solo amore che nutro per le parole.
Se anche voi nutrite un amore sconfinato come il mio, vi aspetto su Instagram: http://www.instagram.com/francesca.lizzio.

Francesca


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E un anno se ne va

L’anno scorso dicevo di non aspettarmi nulla dal 2018, conscia del fatto che la vita non va mai come vorremmo o come la programmiamo e di quanto sostanzialmente sia una sfigata cronica.

Da tempo, in verità, ho imparato che è meglio non aspettarsi nulla (o quasi), soprattutto perché ho scoperto che è bello essere sorpresi.

Per esempio, l’ultima cosa che avrei pensato di poter fare quest’anno alla fine l’ho fatta: ho preso un aereo e sono partita (da sola, per la prima volta) per Genova a presentare (per la prima volta!) Fiore di cactus (ne ho parlato più approfonditamente qui). Ho potuto finalmente conoscere in carne ed ossa diverse persone che fanno parte della mia vita ormai da tre anni e ho visitato un luogo di cui mi sono innamorata.

Il libro è stato ristampato, altra cosa che non credevo sarebbe mai successa. Qualcuno potrebbe pensare che ho una visione pessimistica della vita o comunque non nutra chissà quali speranze. In realtà sono solo abituata al “mai una gioia” e ogni volta che mi concedo di desiderare qualcosa l’intero universo mi si mette contro, altro che Saturno. Quindi preferisco prendere le cose come vengono, almeno non mi illudo troppo e soffro meno.

Non ho idea di come sarà il 2019, mi auguro soltanto che certe cose che oggi vengono considerate normali smettano di essere consuetudine, perché davvero non se ne può più. Troppa indifferenza, violenza, mancanza di buon senso e di rispetto. C’è troppa poca umanità in giro ed è spaventoso, nelle piccole cose così come in quelle grandi e non pensate che non vi riguardi direttamente perché non è così, riguarda tutti. Siamo tutti responsabili della società in cui viviamo, non soltanto della nostra quotidianità, il nostro lavoro, i nostri sogni.

Usate la testa ma anche, e soprattutto, il cuore che mi sa che se continuiamo così ci evolveremo come gli elefanti, che ormai nascono quasi più senza le zanne per difendersi dai bracconieri.

Francesca


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AccioBooks

Conoscete AccioBooks? E’ una piattaforma a cui sono iscritta da diversi mesi e devo dire che è semplicemente meravigliosa. Vi permette di scambiare in tutta sicurezza libri che non leggerete più o che non vi sono piaciuti e di conoscere tante persone gentili e oneste. E poi, diciamolo, si risparmia tantissimo.

E’ emozionante ricevere pacchetti tanto attesi, che contengono libri che magari cercavo da tempo. Pensate che ho avuto la fortuna di scovare libri anche fuori catalogo! Insomma, vi consiglio davvero di iscrivervi. Diamo una nuova vita ai libri!

Vi lascio il link del mio profilo.

Acciobooks

Sul mio profilo Instagram condivido spesso i libri che ricevo e anche i pacchetti che qualche volta sono meravigliosi!

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Se volete vederli, vi aspetto lì.

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Ne vale la pena

Giulia 7-4-2018

Davanti a questi gesti, mi rendo conto di quale fortuna ho. Riuscite sempre a farmi sentire il vostro affetto e a farmi sorridere. Questo libro esiste solo grazie a voi, che fin dal primo momento ci avete creduto anche più di me, che dubito sempre anche delle cose belle.

Messaggio Alessandra

C’è davvero qualcosa di più bello del sentirsi compresi e meno strambi? Quando mi capita sento di esistere, e voi come vi sentite? Si, lo so che è una strana spiegazione, ma non so come altro dirlo.

E quando ricevo questi messaggi… non potete immaginare quanto coraggio e quanta gioia mi date. Mi ricordate quanto ne vale la pena, nonostante tutto.

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Francesca


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Un anno fa

Un anno fa, alle sette del mattino, ricevevo il primo messaggio con tanto di foto dell’acquisto su Amazon di Fiore di cactus da un’amica.

Un anno fa, si realizzava quello che ero certa fosse un sogno impossibile.

Ancora mi capita di guardarlo e chiedermi com’è successo, dove ho trovato il coraggio?

Questo libro mi sta regalando tanta gioia, è sempre più difficile trovare le parole per esprimere quello che provo e la mia gratitudine, rischio di ripetermi. Eppure non posso non ringraziarvi, perché Sara non è più soltanto mia, ma anche vostra e non era mica scontato che sarebbe successo.

I messaggi che mi inviate, le foto che scattate alle vostre copie, le frasi che estrapolate e condividete sui social, sono tutti gesti che mi riempiono il cuore di felicità. Quando mi dite che leggerlo vi ha fatto ridere, riflettere, piangere.

Non pensavo che un giorno avrei avuto tutto questo, a volte stento ancora a crederci.

Certo, non è tutto bellissimo. Con la realizzazione di questo sogno ho potuto constatare quanta invidia e quanta cattiveria avessi accanto, prima non me ne rendevo conto del tutto. Non è stato facile, anzi, ci sono stata veramente male. Per certi versi m’è crollato il mondo addosso, esattamente come succede quando scopri che una persona a cui vuoi bene a te invece non ne vuole. In diverse occasioni ho raccontato vari episodi che mi sono capitati, per la necessità di sfogarmi e nella speranza di essere compresa (per chi volesse, eccoli qui, qui e qui).

Ad ogni modo, spero che Sara riesca ad entrare nella vita di chi è in grado di apprezzarla, nel cuore di chi ha bisogno di lei per tornare a stare bene. Non so cosa la aspetta strada facendo, cercherò di accompagnarla come posso, spero trovi altre persone che credono in lei.

Vi ringrazio per le recensioni lasciate sulle piattaforme ufficiali e ringrazio anche chi l’ha cercata in libreria. Non so ancora quando potrete trovarla anche lì, non dipende da me come ho spiegato qualche tempo fa. Il fatto che sperate anche voi di trovarla lì comunque è per me un altro regalo, sappiatelo.

Vi auguro di realizzare il vostro sogno più grande e mi raccomando, non cedete quando si presenteranno degli ostacoli, quando vi sembrerà troppo difficile o addirittura inutile. Se dentro di voi esiste un desiderio, dategli voce e con la vostra forza di volontà e un po’ di tempo vedrete che ne sarà valsa la pena.

Un abbraccio.

20 Marzo

Francesca


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