Fidati ancora di me

Mettiamo caso che conosci questa canzone di Alessandra Amoroso.

Sai, solitamente non amo le sue canzoni, ma questa da subito l’ho sentita mia. Mi ha fatto pensare a te.

E’ stato come se avesse aperto la porta della stanza del mio cuore dove ti tengo nascosto, al sicuro. Lontano dagli altri ricordi, gli altri sorrisi, gli altri dolori.

Con tenerezza e allo stesso tempo con prepotenza, mi ha riportata indietro di qualche anno, da te. Ascoltarla mi ha fatto sentire meno sola, compresa… ma anche triste. Mi ha riportata a quella sera, quando ho deluso entrambi. E sei scomparso, sei andato avanti. Anch’io ho voltato pagina, poi. Mi sono messa l’anima in pace, m’è costato, ma ho dovuto.

Per tutte le volte che ti penso, c’è un rimprovero che non mi risparmio. E la speranza che tu stia bene.

Ho permesso al dolore e alla paura di cambiarmi, di togliermi la fiducia nell’amore. Chissà se alla fine l’hai capito.

C’è chi dice che il rimpianto sia la scelta più facile. Io non ci trovo niente di facile. C’è quell’eterna domanda che ogni tanto t’illude di averti lasciato, liberato, e che a volte invece, viene a cercarti col solo scopo di tormentarti. Per ricordarti che hai perso un’occasione.

Mettiamo caso, quindi, che l’hai ascoltata e ti sei fatto una domanda, un “se” che varrebbe un tentativo, che vorrebbe una conferma.

Quante cose avrei da dirti, da raccontarti.

Io sono qui, sono andata avanti, ma se volessi, eccomi.

Ascolta questa canzone, ci trovi me, quello che ho provato.

Gli anni sono volati e ancora una volta probabilmente sto parlando al vento. Ma se ci fosse ancora qualcosa che ti spinge verso me, ti verrei incontro stavolta.

Anche se sono un disastro, piccolo ingarbuglio di parole, paure e timidezza. Più semplicemente nana, come dicevi tu.

Perché sai, da sola sto bene, ma con te starei meglio.

Credo non leggerai mai queste righe, ma volevo che sapessi. Magari il vento te le fa avere.

Francesca Lizzio


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Dura

Quella corazza dura che hai

basterebbe una carezza

e meno aspra sarebbe, lo sai?

Hai finito per dimenticarlo,

ricordo sepolto per non sciuparlo

ricordo appeso al dolore del passato

Non conosci altro modo

convivi con quel nodo,

quel laccio stretto intorno al collo

che mette in guardia, sento, soffoco

Cammini per strada e pensi

“Chissà come sarebbe”

e il desiderio ti avvolge lentamente

lo senti, è prepotente

Schiava della paura,

solo così ti sei sentita sicura

Però che bello se ricordassi

come, oltre quella corazza dura,

sarebbe amarsi.

Francesca Lizzio


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L’amore ai tempi del…com’era

Avrebbe fatto comodo un bel manuale sulle relazioni sentimentali. Avremmo sfogliato l’indice all’occorrenza, letto quello che c’era da leggere e sarebbe andato tutto bene.

Tra amiche si parla spesso di maschi prevedibili, pseudo amori, avventure, storie e tutte la pensiamo a proprio modo. Concordiamo inoltre sul fatto che il manuale potremmo scriverlo noi stesse.

C’è chi vive quest’epoca di precariato sentimentale con leggerezza, con la voglia di divertirsi e basta, delusa da esperienze passate, chi è impegnata in un rapporto che spera di non veder franare alla minima incertezza, chi ha deciso di stare da sola per un po’, intenzionata a non sprecare altro tempo e altro cuore, decisa a non avere più aspettative.

E’ innegabile. Il sesso è molto più facile. Paradossalmente, per quanto intimo sia, non è abbastanza personale da poter essere vissuto soltanto con qualcuno che ci piace davvero e per intero. Non è impegnativo quanto lo è invece una relazione. Ottieni quello che vuoi e te ne vai, punto. Niente cuori infranti, sogni distrutti, progetti falliti.

Le relazioni stravolgono. Sono un impegno costante. Come possono sopravvivere, ad esempio, alla distanza? Le fondamenta di una relazione come questa, in teoria, dovrebbero essere uguali a quelle di una qualunque relazione: solide, forti, consapevoli. Ma se anche fosse così, con tutto l’amore e la razionalità del mondo, come si fa a non lasciarsi abbattere dalla distanza? Senza potersi vedere quando si vuole, senza poter condividere tutto in modo “normale”.

“Io non so se ce la farei”, ho detto. “Se fossi innamorata ce la faresti”, mi hanno risposto. Ma io so che l’amore non fa miracoli. Anche se fossi innamorata non credo reggerei ai classici dubbi, alle classiche paure, alla classica gelosia, tutto elevato al quadrato, senza poter toccare con mano la soluzione ai miei affanni quando mi pare e piace. Dovrei convivere con delle paranoie che normalmente non avrei o almeno, non con la stessa intensità.

E mentre si chiacchierava, tra amarezza e speranza, ecco lo scenario che avevo per la testa:

A poco a poco ci allontaneremo, aggiungendo il silenzio alla distanza.

Sentiremo la mancanza di quelli che eravamo all’inizio, belli anche senza parole, perché eravamo tipi d’azione, di fatti che avevano l’urgenza di realizzarsi.

Per un po’ siamo stati bene, poi ci siamo rovinati la vita. D’ora in poi malediremo l’ora e il momento.

Diventeremo due disordini che si raccontano che se la caveranno.

Due pianeti privi di vita che si limiteranno ad orbitare e collassare nell’indifferenza altrui.

Come qualsiasi altro amore.

Insomma, in un periodo in cui il presente stesso ha fondamenta traballanti, non biasimo certo chi non pianifica un futuro in grande, con matrimonio e figli all’orizzonte. Allo stesso tempo però, sto dalla parte di chi vuole di più. Perché c’è chi ama talmente tanto l’amore da non volerlo sminuire. E’ cogliere la differenza tra chi ti piace veramente e chi invece non ti resterà impresso nella memoria neanche per un giorno. C’è chi ama così tanto da pretendere un dialogo, condivisione, libertà, confidenza, una fiducia che mai può reggere il confronto con qualcosa di superficiale come Ciao, adios, I’m done. C’è chi vuole l’intimità ed è qualcosa di fottutamente coraggioso. Qualcosa che non puoi trovare con chiunque.

Fra’, al posto del cuore tu però ormai c’hai un posto di blocco, (ho riso tantissimo).

Si, non sono mai stata facile da conquistare, ho sempre applicato la mia personale selezione (naturale o consapevole che sia). E’ vero, sono fatta così. C’è chi riesce a mettere da parte il cuore e chi invece, per quanto lo desideri, no.

Ma allora cosa vuoi?

Quello che ho sempre voluto: autenticità. Consapevolezza. Maturità. Sincerità.

L’ho detto/scritto tante volte, l’amore non è una mia priorità, ma non vuol dire che se dovessi ritrovarmelo davanti lo manderei al diavolo. Non subito, almeno, e siamo esplose a ridere.

Scherzi a parte, a me non piace la solitudine di oggi. Non mi piace quando nessuno difende un sentimento, quando nessuno cerca qualcosa di diverso. Non mi piace quest’incertezza costante, questa rassegnazione passiva, questo tempo che scivola via senza imprimere nella memoria quasi nulla di importante.

Non ho mai apprezzato le belle parole prive di sostanza, lasciate nel vuoto, abbandonate senza fatti. L’ipocrisia di chi ti tiene all’amo e non ti prende mai, ti illude, temporeggia, probabilmente perché incapace (o semplicemente non interessato) ad accogliere qualcuno.

Sembra che nessuno si fermi più un attimo per chiedersi com’era l’amore, quando gli permettevamo di far parte delle nostre vite.

Francesca Lizzio


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Da consumare entro il

Per me i rapporti hanno una data di scadenza. Tutti, anche quelli più importanti, belli, che non penseresti mai possano finire.

Perché si cambia, perché non ci si trova più, perché il tempo da trascorrere insieme ha fatto il suo corso. Quello che c’era da imparare, quello che c’era da perdere e acquisire è andato, fa parte di noi.

Ogni persona che incontriamo lascia un segno del suo passaggio e soprattutto il dubbio misto a certezza che niente dura per sempre. Si è destinati a fare soltanto un certo numero di passi insieme, a condividere tutto quello che c’è da sperimentare soltanto finché c’è ancora ragione di stare insieme. Finché ci fa stare bene, finché non si è costretti a illuderci che l’amore possa colmare distanze e differenze troppo marcate. Finché ci si sceglie perché non si concepiscono alternative e non per comodità, abitudine, morale.

Questo è quello che so. Finiscono i rapporti familiari, figuriamoci tutti gli altri.

Non serve fare i salti mortali col cuore in mano, porre paletti e confini imposti dalla gelosia, farsi tappeto per chi ormai ci sta scivolando tra le dita, sta passando, sta andando via.

Se ti basta una piccola e inconsistente “distrazione” per sostituirmi vai pure, ma abbi la decenza di non tornare. Se non mi scegli più, buona vita.

Se ti basta un niente per mettermi da parte magari non mi meriti.

Se non troviamo più quello che una volta ci ha unito, forse non abbiamo più nulla da vivere insieme, siamo passato che non deve aggrapparsi al presente.

Ho sempre sperato di vincere senza sporcarmi le mani, di essere scelta perché non esisteva paragone che potesse reggere con me. Invece mi sono sempre sentita come una sorta di museo. Le persone entravano, prendevano confidenza, imparavano a farsi spazio, ammiravano il luogo e i suoi tesori finché un giorno improvvisamente ne avevano abbastanza, diventavo terreno per polvere e macerie. Distruggevano tutto quello che potevano e sparivano ed io lì, a raccogliere i pezzi.

Mi sono sempre sentita come niente che avesse importanza, che valesse la pena scegliere. Per questo ho imparato a scegliere sempre me. La mia serenità, la mia autostima, il mio amor proprio.

Perché se i rapporti sono destinati a consumarsi e sparire, io invece sono qui. Perché se è vero che tutto finisce, devo sapere da chi tornare, che appartengo a me stessa comunque vada.

Perché la verità è che gli altri sono soltanto la cornice, l’opera siamo noi stessi. Soltanto noi.

Francesca Lizzio


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Chiediamo perdono all’amore

Per tutte le volte che scegliamo di accontentarci ed essere infelici.

Per tutte le volte in cui pensiamo “se non soffro allora non è vero”.

Per tutte le volte che accettiamo di stare con qualcuno soltanto perché abbiamo paura di stare da soli.

Per tutte le volte che il dolore abita i nostri cuori e picchia i nostri corpi.

Per tutte le volte in cui nutriamo rancore e disprezzo verso un sentimento che non ha colpe.

Per tutte le volte in cui non l’abbiamo compreso veramente.

Per tutte le volte che non rispettiamo gli altri, oltre che noi stessi.

Per tutte le volte in cui scegliamo l’indifferenza davanti alle ingiustizie.

Per tutte le volte in cui diamo spazio alla cattiveria e all’invidia.

Per tutte le volte in cui non siamo gentili.

Per tutte le guerre, i soprusi, le violenze.

Per tutte le volte che gli rendiamo impossibile esistere.

Per tutto ciò che viene detto e fatto di sbagliato ogni giorno nel suo nome.

Chiediamo perdono all’amore.

Anche se, forse, non lo meritiamo.

Francesca Lizzio


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Apre una porta

Ho imparato che una persona potrà vantarsi quanto vuole pur di sentirsi superiore agli altri, potrà ostentare cento lauree, mille viaggi e milioni di amici, ma se manca di sincerità, gentilezza, umiltà e soprattutto maturità… bé, si commenta da sola. Potrà allestire la sua vita in tutti i modi invitanti e illusori che vuole, arriverà (sempre) il momento in cui tutti si renderanno conto del nulla che si affanna a nascondere. Della profonda, meschina, cattiva, voglia di prevaricare sugli altri perché in verità sa di non valere nulla. Di non essere altro che invidia allo stato puro.
Perché una persona sana pur avendo le sue batoste dalla vita, il suo bagaglio emotivo, i suoi problemi e le sue paure, i suoi dolori e le sue gioie, non allestisce un bel niente. Apre semplicemente una porta, sperando che chi sceglierà di entrare non lo farà per fargli del male, augurandosi che nasca qualcosa di bello.
Le persone vuote sono assordanti, quelle ricolme sussurrano. Magari le sentiranno in pochi, ma di sicuro non verranno mai dimenticate. Al contrario delle prime che alla fine si ritroveranno sole, logorate dal loro stesso veleno.

Francesca Lizzio


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Sorprendimi

Ci sono un paio di cose che devi sapere.

Quando ero bambina, mamma mi raccontava fiabe dove nessuno salvava la principessa, semmai era il contrario. La mia preferita era Rosabianca e Rosarossa dei fratelli Grimm, poi ho conosciuto La Bella e la Bestia e quella che alla fine ho più amato, Mulan.

Difficilmente do confidenza. Mi hanno ferito tante volte, per cui ho imparato a concedere poco e niente. Almeno, all’inizio.

Sto sempre sulla difensiva. Al primo posto ci sono io, a prescindere. Mi affeziono, voglio bene, ma nel dubbio, se ho il dubbio, scelgo sempre me.

Cammino coi piedi di piombo ed esprimo raramente i miei sentimenti. A dare troppo sono finita col pentirmene, non sapete che farvene, o lo usate contro di me o scappate. Ho imparato ad applicare le mezze misure, ma non per questo hanno meno importanza.

Il mio rifugio è il silenzio, sono una che ha imparato a risparmiare parole oltre che sentimenti.

Per quanto mi sforzi di tenermi a distanza di sicurezza, nel mio sarcasmo e nella mia ironia nascondo sempre qualcosa di profondo, di intimo. In tutto quello che faccio, in tutto quello che mi coinvolge o riguarda c’è sempre qualcosa di me, anche quando non vorrei.

Ho conosciuto talmente tante persone sbagliate che ormai ho paura che se dovesse capitarmene una giusta non saprò riconoscerla.

Me la sono sempre cavata da sola, anche quando in teoria non lo ero.

Il pensiero di “appartenere” a qualcuno mi mette a disagio, mi provoca ansia. Nessuno mai mi ha davvero conquistata del tutto, capiscimi. E si, anch’io non sono una che si lascia conquistare facilmente.

L’amarezza è la mia seconda pelle, la riconosci appena sfiori le spine. Più o meno tutti la scambiano per freddezza o superbia, pochi sanno riconoscerla.

Mi trovi lì dove tutto è fuori dal coro, fuori moda, insolito, strano. Diverso.

Ho gusti difficili. Coi libri, coi film, con la musica, coi vestiti. Con le persone. Difficilmente mi piace qualcosa o qualcuno, ma quando succede non ho confini, non conosco restrizioni.

Se mi prendi testa, cuore e anima è fatta, posso essere tua. Ma se non trovi il modo di dimostrarmi che ne vale la pena, mi allontanerò e non tornerò indietro. Sarò egoista, ma voglio essere felice e se non sai come fare devo andare.

Non credo nel “tutta la vita”, sono una che vive giorno per giorno.

Non giuro, non sono una che dà l’amore per scontato. Sono una che ama finché è possibile, finché guardandoci entrambi troviamo ancora quello che avevamo visto all’inizio, finché insieme siamo capaci di costruire.

Non è vero che bisogna dar retta soltanto al cuore, perché un giorno potremmo stancarci di noi e allora saremmo un altro “per sempre” abbandonato in mezzo a tutti gli altri, uguale a tutti gli altri.

Starò sulle mie, non ti incoraggerò a meno che non sarai in grado di sorprendermi. E tu sorprendimi, accetta il suggerimento.

Francesca Lizzio

La maggior parte dei cinici sono dei veri romantici: sono stati feriti, sono sensibili, e il loro cinismo è un guscio che sta proteggendo la piccola parte a loro cara che hanno dentro e che è ancora viva.

Jeff Bridges


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Cosa ho imparato

Un ex che ci ha cambiate lo abbiamo tutte. E’ quello che ci ha fatto giurare che non avremo amato mai più, che mai più avremo dato il nostro cuore ad un uomo.

Poi però succede che dopo di lui incontri uno che non c’entra niente con tutto quello che hai conosciuto fino a quel momento. Almeno, a me è successo. E vuoi perché avevo tutte le intenzioni di mantenere quella promessa, vuoi perché avevo paura fosse veramente diverso, ho messo in pratica quello che avevo imparato.

Lui faceva discorsi importanti ed io sminuivo, alzavo barriere.

Lui cercava di avvicinarsi, io trovavo una scusa per allontanarmi.

Un’altra al mio posto probabilmente avrebbe agito diversamente. Avrebbe mandato al diavolo tutto quello che aveva imparato e si sarebbe tuffata, avrebbe avuto fiducia. Non serviva difendersi, ma crederci.

Alla fine si è arreso. Mi ha lasciata andare. Non è tornato a prendermi.

Eppure sarebbe bastato poco. Se avesse insistito, se avesse fatto almeno un tentativo. Invece niente, se n’è andato come se nulla fosse.

Perché in certi casi non si tratta di convincere qualcuno a stare con te, ma di rassicurarlo. Perché in certi casi è la paura a condizionare una scelta, a spingerci a scappare.

Una persona che ti conosce veramente sa se crederti o meno quando dici certe cose. Sa se dare retta alle labbra o agli occhi.

Quando il sentimento c’è ancora, un ultimo tentativo va fatto. Per poter dire di averle provate tutte pur di far vivere quell’amore.

Poi dopo, se è stato vano, bisogna lasciare andare. E’ giusto. Perché se l’altra persona non ci dà certezze, se ci sentiamo in equilibrio precario, è normale che alla fine cadiamo sotto il peso delle speranze che avevamo riposto in quel rapporto. E’ normale che alla fine il cuore non ce la fa più.

Ma forse il punto è sempre lo stesso. Ci vuole un gran coraggio a tuffarsi, a credere ciecamente che il paracadute si aprirà. E’ un salto nel buio basato sulla fiducia. Bisogna conoscersi veramente bene. Parlare, venirsi incontro. Serve tempo, pazienza. Soltanto così quando ci lasceremo andare avremo la certezza che ne vale la pena.

Francesca Lizzio

In amore l’esperienza non conta nulla. Se contasse, nessuno amerebbe più.

Henri de Régnier


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Spina

Tu non sai essere me cosa significa

mi guardi, mi trovi cinica

Credi mi piaccia essere spina

non lasciarmi toccare per me è una garanzia

So che nessuno può capirlo davvero

che con tutto quello che ho vissuto non sono più quella che ero,

non voglio più quello che avevo

Ormai ne ho la certezza, incuto paura

succede quando si ama oltre misura

Sarò banale e insignificante

sento troppo, tutto o niente è la mia unica costante

Tu mi guardi, non capisci, pensi che rimarrò da sola

perché del mio cuore, come tutti gli altri, vedi soltanto la forma

Non voglio niente, non aspetto nessuno

ho me stessa, porto sicuro.

Francesca Lizzio


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Irraggiungibile

Serve del tempo, ma alla fine tornano (quasi) tutti. Arriva sempre il momento in cui quell’ex amica, quell’ex fidanzato, quel ragazzo che “non era pronto per una come te, ma un giorno chissà”, si guarda indietro e si rende conto di chi ha perso. Tutte quelle persone che ti hanno ferita, delusa, rifiutata, tornano sempre. Che sia stato per invidia, cattiveria, leggerezza, stanchezza.

Ad un certo punto, succede che ti ritrovi un messaggio, una richiesta di amicizia, oppure ci s’incontra. Tu, con l’aria di chi si è rialzata ed è andata egregiamente avanti, loro col senso di colpa negli occhi, il rimpianto in tasca, la coda tra le gambe. Ma tu sei passata per loro, non ci sei più e non per vendetta o vanità, ma perché non hai più bisogno di loro, non sono più persone che vuoi nella tua vita.

Ti sei data il tempo per soffrire, star male al punto di desiderare di sparire, per pentirti di tutto quello che hai incondizionatamente (e ingenuamente) dato. E ti è servito, perché così hai capito cosa aspettarti dalle persone. Hai scoperto che sei più forte di quello che credevi e stare da sola ti piace tanto. Hai imparato a volerti bene indipendentemente dagli altri, quegli altri che non ti hanno mai capito e apprezzato veramente.

Sei irraggiungibile e intoccabile: la tua personalissima difesa.

Sai che il “pochi ma buoni” va doverosamente applicato e se mancano anche quelli, meglio sola piuttosto che accontentarti, ritrovarti circondata da persone che non ti chiedono mai “Come stai?” o che te lo chiedono ma in realtà non gliene frega niente.

Sei tu quella che ci mette il cuore e ogni volta se lo ritrova mutilato.

Sei tu quella a cui tutti hanno sempre preteso qualcosa e sistematicamente non era mai abbastanza, come se fossi indistruttibile, come se fossi una specie di distributore gratuito di vita.

Poi, finalmente, hai aperto gli occhi: hai capito che nessuno ti darà mai quello che tu sei sempre stata disposta a donare… e hai imparato a conservarlo per te stessa.

Francesca Lizzio


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