Lo sento

Hai presente quando ti capita qualcosa di bello (o di brutto), quando hai bisogno di sfogarti, di farti una risata e anche se hai tante persone vicino, ti viene in mente sempre la stessa, prima di tutte le altre? Però è peggio quando il cuore non prende neanche in considerazione le alternative. Che poi è brutto definirle “alternative”, ma in quel momento ti senti così.

In questi casi di solito rompo le scatole alle amiche, a chi mi sta vicino. Quando è grave mi chiudo in me stessa, in una sorta di esilio. Non mi sopporto, mi sto antipatica, non parlo. Si, lo so, non è sano, un giorno mi confermeranno che ho qualche problema. Ma io sono così, sto zitta, per conto mio e aspetto che passi. Niente trucchi, niente soluzioni ad effetto. Aspetto, sono grande in questo. Perché so che alla fine capirò qualcosa di importante. Tipo che sono l’amore che ti sei perso.

Quante cazzate si fanno nella vita sperando invece che ne valga la pena.

Ho toccato con mano tanta di quella cattiveria, invidia, falsità che adesso sai che faccio? Ogni volta che mi ricapita guardo il lato positivo: quando mi lascerò alle spalle questo dolore, questa delusione, avrò meno male e negatività nella mia vita. Capisci? Ho trovato un modo per non stare di merda troppo a lungo quando una persona mi ferisce. Sembra semplice, non lo è, ma almeno è possibile.

Sono serena. Non ho tutto quello che vorrei e di cui avrei bisogno, ma so quello che voglio e direi che va bene anche così.

Le spine che tanto ho odiato sono diventate selettive, mirate. Fanno parte di me, c’è poco da fare, non spariranno mai. Però almeno adesso non fanno più tante storie se è il caso sbocciare. Per te sarà una magra consolazione, ma per me è una gran cosa. Se le toccassi adesso lo sentiresti che è tutto diverso.

Ma voi uomini dopotutto siete così, andate avanti, poi però rimuginate, riflettete, riconsiderate. Forse vi pentite, tornate. Noi donne invece siamo l’esatto contrario. Prima pensiamo, consideriamo, riflettiamo. Decidiamo di comportarci coerentemente a ciò che sentiamo. Abbiamo più sangue freddo, paradossalmente. Difficilmente torniamo indietro.

Questa è l’ultima volta che ti scrivo. Non so come stai, spero bene, non ho mai voluto il contrario, ma non ho più bisogno di guardarmi indietro. Ho bisogno di essere felice, non so come si fa ma lo scoprirò. Mi affiderò a me stessa, come sempre, ormai ho appurato che funziona.

D’ora in poi me la caverò meglio, lo sento. Nonostante tutto, nonostante gli altri, nonostante le spine.

Francesca Lizzio


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Cuore mio

Ti ho odiato per tanto tempo, lo sai.

Perché ti sei fidato troppo e gli altri vigliaccamente ne hanno approfittato.

Perché hai amato tanto chi ti ha ricambiato poco, male o per nulla.

Perché sei rimasto chiuso quando, finalmente, volevano soltanto scoprirti. Eri spiazzato, lo so. Adesso stai male perché hai paura che nessuno ti darà più un’altra occasione. Perché sei convinto che davanti alle tue spine mai più nessuno si soffermerà. Perché credi che un cuore per essere amato debba essere sgombro di spigoli e paure.

Ascolta, non è così. Ho capito che se gli altri preferiscono lasciarti andare, allora è meglio lasciarli fare. Se non ti capiscono quando concedi uno spiraglio, allora non sono in grado di accoglierti. Lo so, è terribile. Specie perché non ti spieghi com’è che non ti hanno capito anche quando hai spalancato le tue porte. Quella era incuranza, fidati. Molti non ti meritavano, non eri tu ad aver sbagliato.

A volte vai fiero della tua risolutezza, orgoglioso di essere andato avanti nonostante tutto, anche quando ti sei sentito morire. Altre, invece, vorresti essere più leggero. Ti chiedi come sarebbe se non avessi imparato a difenderti in questo modo che terrorizza tutti, che nessuno capisce.

Ripensi a chi non ti ha afferrato al volo quando poteva, a chi non hai abbracciato quando ce n’era bisogno. Ti tormenti, ti annienti.

Ricevi altro male, nascono altre spine. Il bene che ti servirebbe scarseggia, conservi quello che c’è. Non basta, ma meglio di niente.

Ti chiedo scusa per tutte le volte che ti maltratto, che me la prendo con te. Lo sai che lo faccio soltanto nel tentativo di ammazzare l’amarezza, perché in quei momenti la tristezza rischia di farmi esplodere. Per fortuna sei forte, resisti sempre.

Quindi, per favore, prometti: la prossima volta non andare incontro al rimpianto. Concediti una nuova occasione. Impara dal passato, ma fai il modo di non rinunciare ad altri attimi di vita. Perché lo sai che non ne vale la pena, che non è giusto. Difenditi, ma se è il caso arrenditi. Le cose possono cambiare.

Ricordati di chi ha scelto di prendersi cura di te. Qualcuno c’è.

Qualcun altro, chissà, potrebbe esserci.

Francesca Lizzio


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Soltanto per una volta

Tra i capelli nascondi disordini e amarezze

e qualche volta credi che nulla possa sciogliere le tristezze,

che ogni notte sia fatta per risorgere col niente

Niente più di quello che sei,

che hai o avuto mai

Soltanto per una volta

trovata, scovata

dal peso opprimente di non valerne la pena sollevata

Soltanto per una volta

non costretta a farcela da sola,

a non crollare, attenta al nodo in gola

Coraggiosa autodidatta,

di spine sei fatta

Per non spiegare più a chi non vuole capire,

per non legarti più a chi non vuole sentire

Soltanto per una volta, cosa daresti

melodia muta di essere smetteresti

Slancio felice, volo leggero

con un respiro diverso

Affidi al buio la missiva,

magari il cielo si accorge che ti senti alla deriva

Cosa daresti, soltanto per una volta

per sentirti libera e dal calore accolta.

Francesca Lizzio


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Fidati ancora di me

Mettiamo caso che conosci questa canzone di Alessandra Amoroso.

Sai, solitamente non amo le sue canzoni, ma questa da subito l’ho sentita mia. Mi ha fatto pensare a te.

E’ stato come se avesse aperto la porta della stanza del mio cuore dove ti tengo nascosto, al sicuro. Lontano dagli altri ricordi, gli altri sorrisi, gli altri dolori.

Con tenerezza e allo stesso tempo con prepotenza, mi ha riportata indietro di qualche anno, da te. Ascoltarla mi ha fatto sentire meno sola, compresa… ma anche triste. Mi ha riportata a quella sera, quando ho deluso entrambi. E sei scomparso, sei andato avanti. Anch’io ho voltato pagina, poi. Mi sono messa l’anima in pace, m’è costato, ma ho dovuto.

Per tutte le volte che ti penso, c’è un rimprovero che non mi risparmio. E la speranza che tu stia bene.

Ho permesso al dolore e alla paura di cambiarmi, di togliermi la fiducia nell’amore. Chissà se alla fine l’hai capito.

C’è chi dice che il rimpianto sia la scelta più facile. Io non ci trovo niente di facile. C’è quell’eterna domanda che ogni tanto t’illude di averti lasciato, liberato, e che a volte invece, viene a cercarti col solo scopo di tormentarti. Per ricordarti che hai perso un’occasione.

Mettiamo caso, quindi, che l’hai ascoltata e ti sei fatto una domanda, un “se” che varrebbe un tentativo, che vorrebbe una conferma.

Quante cose avrei da dirti, da raccontarti.

Io sono qui, sono andata avanti, ma se volessi, eccomi.

Ascolta questa canzone, ci trovi me, quello che ho provato.

Gli anni sono volati e ancora una volta probabilmente sto parlando al vento. Ma se ci fosse ancora qualcosa che ti spinge verso me, ti verrei incontro stavolta.

Anche se sono un disastro, piccolo ingarbuglio di parole, paure e timidezza. Più semplicemente nana, come dicevi tu.

Perché sai, da sola sto bene, ma con te starei meglio.

Credo non leggerai mai queste righe, ma volevo che sapessi. Magari il vento te le fa avere.

Francesca Lizzio


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Dura

Quella corazza dura che hai

basterebbe una carezza

e meno aspra sarebbe, lo sai?

Hai finito per dimenticarlo,

ricordo sepolto per non sciuparlo

ricordo appeso al dolore del passato

Non conosci altro modo

convivi con quel nodo,

quel laccio stretto intorno al collo

che mette in guardia, sento, soffoco

Cammini per strada e pensi

“Chissà come sarebbe”

e il desiderio ti avvolge lentamente

lo senti, è prepotente

Schiava della paura,

solo così ti sei sentita sicura

Però che bello se ricordassi

come, oltre quella corazza dura,

sarebbe amarsi.

Francesca Lizzio


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L’amore ai tempi del…com’era

Avrebbe fatto comodo un bel manuale sulle relazioni sentimentali. Avremmo sfogliato l’indice all’occorrenza, letto quello che c’era da leggere e sarebbe andato tutto bene.

Tra amiche si parla spesso di maschi prevedibili, pseudo amori, avventure, storie e tutte la pensiamo a proprio modo. Concordiamo inoltre sul fatto che il manuale potremmo scriverlo noi stesse.

C’è chi vive quest’epoca di precariato sentimentale con leggerezza, con la voglia di divertirsi e basta, delusa da esperienze passate, chi è impegnata in un rapporto che spera di non veder franare alla minima incertezza, chi ha deciso di stare da sola per un po’, intenzionata a non sprecare altro tempo e altro cuore, decisa a non avere più aspettative.

E’ innegabile. Il sesso è molto più facile. Paradossalmente, per quanto intimo sia, non è abbastanza personale da poter essere vissuto soltanto con qualcuno che ci piace davvero e per intero. Non è impegnativo quanto lo è invece una relazione. Ottieni quello che vuoi e te ne vai, punto. Niente cuori infranti, sogni distrutti, progetti falliti.

Le relazioni stravolgono. Sono un impegno costante. Come possono sopravvivere, ad esempio, alla distanza? Le fondamenta di una relazione come questa, in teoria, dovrebbero essere uguali a quelle di una qualunque relazione: solide, forti, consapevoli. Ma se anche fosse così, con tutto l’amore e la razionalità del mondo, come si fa a non lasciarsi abbattere dalla distanza? Senza potersi vedere quando si vuole, senza poter condividere tutto in modo “normale”.

“Io non so se ce la farei”, ho detto. “Se fossi innamorata ce la faresti”, mi hanno risposto. Ma io so che l’amore non fa miracoli. Anche se fossi innamorata non credo reggerei ai classici dubbi, alle classiche paure, alla classica gelosia, tutto elevato al quadrato, senza poter toccare con mano la soluzione ai miei affanni quando mi pare e piace. Dovrei convivere con delle paranoie che normalmente non avrei o almeno, non con la stessa intensità.

E mentre si chiacchierava, tra amarezza e speranza, ecco lo scenario che avevo per la testa:

A poco a poco ci allontaneremo, aggiungendo il silenzio alla distanza.

Sentiremo la mancanza di quelli che eravamo all’inizio, belli anche senza parole, perché eravamo tipi d’azione, di fatti che avevano l’urgenza di realizzarsi.

Per un po’ siamo stati bene, poi ci siamo rovinati la vita. D’ora in poi malediremo l’ora e il momento.

Diventeremo due disordini che si raccontano che se la caveranno.

Due pianeti privi di vita che si limiteranno ad orbitare e collassare nell’indifferenza altrui.

Come qualsiasi altro amore.

Insomma, in un periodo in cui il presente stesso ha fondamenta traballanti, non biasimo certo chi non pianifica un futuro in grande, con matrimonio e figli all’orizzonte. Allo stesso tempo però, sto dalla parte di chi vuole di più. Perché c’è chi ama talmente tanto l’amore da non volerlo sminuire. E’ cogliere la differenza tra chi ti piace veramente e chi invece non ti resterà impresso nella memoria neanche per un giorno. C’è chi ama così tanto da pretendere un dialogo, condivisione, libertà, confidenza, una fiducia che mai può reggere il confronto con qualcosa di superficiale come Ciao, adios, I’m done. C’è chi vuole l’intimità ed è qualcosa di fottutamente coraggioso. Qualcosa che non puoi trovare con chiunque.

Fra’, al posto del cuore tu però ormai c’hai un posto di blocco, (ho riso tantissimo).

Si, non sono mai stata facile da conquistare, ho sempre applicato la mia personale selezione (naturale o consapevole che sia). E’ vero, sono fatta così. C’è chi riesce a mettere da parte il cuore e chi invece, per quanto lo desideri, no.

Ma allora cosa vuoi?

Quello che ho sempre voluto: autenticità. Consapevolezza. Maturità. Sincerità.

L’ho detto/scritto tante volte, l’amore non è una mia priorità, ma non vuol dire che se dovessi ritrovarmelo davanti lo manderei al diavolo. Non subito, almeno, e siamo esplose a ridere.

Scherzi a parte, a me non piace la solitudine di oggi. Non mi piace quando nessuno difende un sentimento, quando nessuno cerca qualcosa di diverso. Non mi piace quest’incertezza costante, questa rassegnazione passiva, questo tempo che scivola via senza imprimere nella memoria quasi nulla di importante.

Non ho mai apprezzato le belle parole prive di sostanza, lasciate nel vuoto, abbandonate senza fatti. L’ipocrisia di chi ti tiene all’amo e non ti prende mai, ti illude, temporeggia, probabilmente perché incapace (o semplicemente non interessato) ad accogliere qualcuno.

Sembra che nessuno si fermi più un attimo per chiedersi com’era l’amore, quando gli permettevamo di far parte delle nostre vite.

Francesca Lizzio


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Da consumare entro il

Per me i rapporti hanno una data di scadenza. Tutti, anche quelli più importanti, belli, che non penseresti mai possano finire.

Perché si cambia, perché non ci si trova più, perché il tempo da trascorrere insieme ha fatto il suo corso. Quello che c’era da imparare, quello che c’era da perdere e acquisire è andato, fa parte di noi.

Ogni persona che incontriamo lascia un segno del suo passaggio e soprattutto il dubbio misto a certezza che niente dura per sempre. Si è destinati a fare soltanto un certo numero di passi insieme, a condividere tutto quello che c’è da sperimentare soltanto finché c’è ancora ragione di stare insieme. Finché ci fa stare bene, finché non si è costretti a illuderci che l’amore possa colmare distanze e differenze troppo marcate. Finché ci si sceglie perché non si concepiscono alternative e non per comodità, abitudine, morale.

Questo è quello che so. Finiscono i rapporti familiari, figuriamoci tutti gli altri.

Non serve fare i salti mortali col cuore in mano, porre paletti e confini imposti dalla gelosia, farsi tappeto per chi ormai ci sta scivolando tra le dita, sta passando, sta andando via.

Se ti basta una piccola e inconsistente “distrazione” per sostituirmi vai pure, ma abbi la decenza di non tornare. Se non mi scegli più, buona vita.

Se ti basta un niente per mettermi da parte magari non mi meriti.

Se non troviamo più quello che una volta ci ha unito, forse non abbiamo più nulla da vivere insieme, siamo passato che non deve aggrapparsi al presente.

Ho sempre sperato di vincere senza sporcarmi le mani, di essere scelta perché non esisteva paragone che potesse reggere con me. Invece mi sono sempre sentita come una sorta di museo. Le persone entravano, prendevano confidenza, imparavano a farsi spazio, ammiravano il luogo e i suoi tesori finché un giorno improvvisamente ne avevano abbastanza, diventavo terreno per polvere e macerie. Distruggevano tutto quello che potevano e sparivano ed io lì, a raccogliere i pezzi.

Mi sono sempre sentita come niente che avesse importanza, che valesse la pena scegliere. Per questo ho imparato a scegliere sempre me. La mia serenità, la mia autostima, il mio amor proprio.

Perché se i rapporti sono destinati a consumarsi e sparire, io invece sono qui. Perché se è vero che tutto finisce, devo sapere da chi tornare, che appartengo a me stessa comunque vada.

Perché la verità è che gli altri sono soltanto la cornice, l’opera siamo noi stessi. Soltanto noi.

Francesca Lizzio


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Chiediamo perdono all’amore

Per tutte le volte che scegliamo di accontentarci ed essere infelici.

Per tutte le volte in cui pensiamo “se non soffro allora non è vero”.

Per tutte le volte che accettiamo di stare con qualcuno soltanto perché abbiamo paura di stare da soli.

Per tutte le volte che il dolore abita i nostri cuori e picchia i nostri corpi.

Per tutte le volte in cui nutriamo rancore e disprezzo verso un sentimento che non ha colpe.

Per tutte le volte in cui non l’abbiamo compreso veramente.

Per tutte le volte che non rispettiamo gli altri, oltre che noi stessi.

Per tutte le volte in cui scegliamo l’indifferenza davanti alle ingiustizie.

Per tutte le volte in cui diamo spazio alla cattiveria e all’invidia.

Per tutte le volte in cui non siamo gentili.

Per tutte le guerre, i soprusi, le violenze.

Per tutte le volte che gli rendiamo impossibile esistere.

Per tutto ciò che viene detto e fatto di sbagliato ogni giorno nel suo nome.

Chiediamo perdono all’amore.

Anche se, forse, non lo meritiamo.

Francesca Lizzio


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Sorprendimi

Ci sono un paio di cose che devi sapere.

Quando ero bambina, mamma mi raccontava fiabe dove nessuno salvava la principessa, semmai era il contrario. La mia preferita era Rosabianca e Rosarossa dei fratelli Grimm, poi ho conosciuto La Bella e la Bestia e quella che alla fine ho più amato, Mulan.

Difficilmente do confidenza. Mi hanno ferito tante volte, per cui ho imparato a concedere poco e niente. Almeno, all’inizio.

Sto sempre sulla difensiva. Al primo posto ci sono io, a prescindere. Mi affeziono, voglio bene, ma nel dubbio, se ho il dubbio, scelgo sempre me.

Cammino coi piedi di piombo ed esprimo raramente i miei sentimenti. A dare troppo sono finita col pentirmene, non sapete che farvene, o lo usate contro di me o scappate. Ho imparato ad applicare le mezze misure, ma non per questo hanno meno importanza.

Il mio rifugio è il silenzio, sono una che ha imparato a risparmiare parole oltre che sentimenti.

Per quanto mi sforzi di tenermi a distanza di sicurezza, nel mio sarcasmo e nella mia ironia nascondo sempre qualcosa di profondo, di intimo. In tutto quello che faccio, in tutto quello che mi coinvolge o riguarda c’è sempre qualcosa di me, anche quando non vorrei.

Ho conosciuto talmente tante persone sbagliate che ormai ho paura che se dovesse capitarmene una giusta non saprò riconoscerla.

Me la sono sempre cavata da sola, anche quando in teoria non lo ero.

Il pensiero di “appartenere” a qualcuno mi mette a disagio, mi provoca ansia. Nessuno mai mi ha davvero conquistata del tutto, capiscimi. E si, anch’io non sono una che si lascia conquistare facilmente.

L’amarezza è la mia seconda pelle, la riconosci appena sfiori le spine. Più o meno tutti la scambiano per freddezza o superbia, pochi sanno riconoscerla.

Mi trovi lì dove tutto è fuori dal coro, fuori moda, insolito, strano. Diverso.

Ho gusti difficili. Coi libri, coi film, con la musica, coi vestiti. Con le persone. Difficilmente mi piace qualcosa o qualcuno, ma quando succede non ho confini, non conosco restrizioni.

Se mi prendi testa, cuore e anima è fatta, posso essere tua. Ma se non trovi il modo di dimostrarmi che ne vale la pena, mi allontanerò e non tornerò indietro. Sarò egoista, ma voglio essere felice e se non sai come fare devo andare.

Non credo nel “tutta la vita”, sono una che vive giorno per giorno.

Non giuro, non sono una che dà l’amore per scontato. Sono una che ama finché è possibile, finché guardandoci entrambi troviamo ancora quello che avevamo visto all’inizio, finché insieme siamo capaci di costruire.

Non è vero che bisogna dar retta soltanto al cuore, perché un giorno potremmo stancarci di noi e allora saremmo un altro “per sempre” abbandonato in mezzo a tutti gli altri, uguale a tutti gli altri.

Starò sulle mie, non ti incoraggerò a meno che non sarai in grado di sorprendermi. E tu sorprendimi, accetta il suggerimento.

Francesca Lizzio

“La maggior parte dei cinici sono dei veri romantici: sono stati feriti, sono sensibili, e il loro cinismo è un guscio che sta proteggendo la piccola parte a loro cara che hanno dentro e che è ancora viva.”

Jeff Bridges


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Cosa ho imparato

Un ex che ci ha cambiate lo abbiamo tutte. E’ quello che ci ha fatto giurare che non avremo amato mai più, che mai più avremo dato il nostro cuore ad un uomo.

Poi però succede che dopo di lui incontri uno che non c’entra niente con tutto quello che hai conosciuto fino a quel momento. Almeno, a me è successo. E vuoi perché avevo tutte le intenzioni di mantenere quella promessa, vuoi perché avevo paura fosse veramente diverso, ho messo in pratica quello che avevo imparato.

Lui faceva discorsi importanti ed io sminuivo, alzavo barriere.

Lui cercava di avvicinarsi, io trovavo una scusa per allontanarmi.

Un’altra al mio posto probabilmente avrebbe agito diversamente. Avrebbe mandato al diavolo tutto quello che aveva imparato e si sarebbe tuffata, avrebbe avuto fiducia. Non serviva difendersi, ma crederci.

Alla fine si è arreso. Mi ha lasciata andare. Non è tornato a prendermi.

Eppure sarebbe bastato poco. Se avesse insistito, se avesse fatto almeno un tentativo. Invece niente, se n’è andato come se nulla fosse.

Perché in certi casi non si tratta di convincere qualcuno a stare con te, ma di rassicurarlo. Perché in certi casi è la paura a condizionare una scelta, a spingerci a scappare.

Una persona che ti conosce veramente sa se crederti o meno quando dici certe cose. Sa se dare retta alle labbra o agli occhi.

Quando il sentimento c’è ancora, un ultimo tentativo va fatto. Per poter dire di averle provate tutte pur di far vivere quell’amore.

Poi dopo, se è stato vano, bisogna lasciare andare. E’ giusto. Perché se l’altra persona non ci dà certezze, se ci sentiamo in equilibrio precario, è normale che alla fine cadiamo sotto il peso delle speranze che avevamo riposto in quel rapporto. E’ normale che alla fine il cuore non ce la fa più.

Ma forse il punto è sempre lo stesso. Ci vuole un gran coraggio a tuffarsi, a credere ciecamente che il paracadute si aprirà. E’ un salto nel buio basato sulla fiducia. Bisogna conoscersi veramente bene. Parlare, venirsi incontro. Serve tempo, pazienza. Soltanto così quando ci lasceremo andare avremo la certezza che ne vale la pena.

Francesca Lizzio

“In amore l’esperienza non conta nulla. Se contasse, nessuno amerebbe più.”

Henri de Régnier


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