Fidati ancora di me

Mettiamo caso che conosci questa canzone di Alessandra Amoroso.

Sai, solitamente non amo le sue canzoni, ma questa da subito l’ho sentita mia. Mi ha fatto pensare a te.

E’ stato come se avesse aperto la porta della stanza del mio cuore dove ti tengo nascosto, al sicuro. Lontano dagli altri ricordi, gli altri sorrisi, gli altri dolori.

Con tenerezza e allo stesso tempo con prepotenza, mi ha riportata indietro di qualche anno, da te. Ascoltarla mi ha fatto sentire meno sola, compresa… ma anche triste. Mi ha riportata a quella sera, quando ho deluso entrambi. E sei scomparso, sei andato avanti. Anch’io ho voltato pagina, poi. Mi sono messa l’anima in pace, m’è costato, ma ho dovuto.

Per tutte le volte che ti penso, c’è un rimprovero che non mi risparmio. E la speranza che tu stia bene.

Ho permesso al dolore e alla paura di cambiarmi, di togliermi la fiducia nell’amore. Chissà se alla fine l’hai capito.

C’è chi dice che il rimpianto sia la scelta più facile. Io non ci trovo niente di facile. C’è quell’eterna domanda che ogni tanto t’illude di averti lasciato, liberato, e che a volte invece, viene a cercarti col solo scopo di tormentarti. Per ricordarti che hai perso un’occasione.

Mettiamo caso, quindi, che l’hai ascoltata e ti sei fatto una domanda, un “se” che varrebbe un tentativo, che vorrebbe una conferma.

Quante cose avrei da dirti, da raccontarti.

Io sono qui, sono andata avanti, ma se volessi, eccomi.

Ascolta questa canzone, ci trovi me, quello che ho provato.

Gli anni sono volati e ancora una volta probabilmente sto parlando al vento. Ma se ci fosse ancora qualcosa che ti spinge verso me, ti verrei incontro stavolta.

Anche se sono un disastro, piccolo ingarbuglio di parole, paure e timidezza. Più semplicemente nana, come dicevi tu.

Perché sai, da sola sto bene, ma con te starei meglio.

Credo non leggerai mai queste righe, ma volevo che sapessi. Magari il vento te le fa avere.

Francesca Lizzio


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Dura

Quella corazza dura che hai

basterebbe una carezza

e meno aspra sarebbe, lo sai?

Hai finito per dimenticarlo,

ricordo sepolto per non sciuparlo

ricordo appeso al dolore del passato

Non conosci altro modo

convivi con quel nodo,

quel laccio stretto intorno al collo

che mette in guardia, sento, soffoco

Cammini per strada e pensi

“Chissà come sarebbe”

e il desiderio ti avvolge lentamente

lo senti, è prepotente

Schiava della paura,

solo così ti sei sentita sicura

Però che bello se ricordassi

come, oltre quella corazza dura,

sarebbe amarsi.

Francesca Lizzio


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L’amore ai tempi del…com’era

Avrebbe fatto comodo un bel manuale sulle relazioni sentimentali. Avremmo sfogliato l’indice all’occorrenza, letto quello che c’era da leggere e sarebbe andato tutto bene.

Tra amiche si parla spesso di maschi prevedibili, pseudo amori, avventure, storie e tutte la pensiamo a proprio modo. Concordiamo inoltre sul fatto che il manuale potremmo scriverlo noi stesse.

C’è chi vive quest’epoca di precariato sentimentale con leggerezza, con la voglia di divertirsi e basta, delusa da esperienze passate, chi è impegnata in un rapporto che spera di non veder franare alla minima incertezza, chi ha deciso di stare da sola per un po’, intenzionata a non sprecare altro tempo e altro cuore, decisa a non avere più aspettative.

E’ innegabile. Il sesso è molto più facile. Paradossalmente, per quanto intimo sia, non è abbastanza personale da poter essere vissuto soltanto con qualcuno che ci piace davvero e per intero. Non è impegnativo quanto lo è invece una relazione. Ottieni quello che vuoi e te ne vai, punto. Niente cuori infranti, sogni distrutti, progetti falliti.

Le relazioni stravolgono. Sono un impegno costante. Come possono sopravvivere, ad esempio, alla distanza? Le fondamenta di una relazione come questa, in teoria, dovrebbero essere uguali a quelle di una qualunque relazione: solide, forti, consapevoli. Ma se anche fosse così, con tutto l’amore e la razionalità del mondo, come si fa a non lasciarsi abbattere dalla distanza? Senza potersi vedere quando si vuole, senza poter condividere tutto in modo “normale”.

“Io non so se ce la farei”, ho detto. “Se fossi innamorata ce la faresti”, mi hanno risposto. Ma io so che l’amore non fa miracoli. Anche se fossi innamorata non credo reggerei ai classici dubbi, alle classiche paure, alla classica gelosia, tutto elevato al quadrato, senza poter toccare con mano la soluzione ai miei affanni quando mi pare e piace. Dovrei convivere con delle paranoie che normalmente non avrei o almeno, non con la stessa intensità.

E mentre si chiacchierava, tra amarezza e speranza, ecco lo scenario che avevo per la testa:

A poco a poco ci allontaneremo, aggiungendo il silenzio alla distanza.

Sentiremo la mancanza di quelli che eravamo all’inizio, belli anche senza parole, perché eravamo tipi d’azione, di fatti che avevano l’urgenza di realizzarsi.

Per un po’ siamo stati bene, poi ci siamo rovinati la vita. D’ora in poi malediremo l’ora e il momento.

Diventeremo due disordini che si raccontano che se la caveranno.

Due pianeti privi di vita che si limiteranno ad orbitare e collassare nell’indifferenza altrui.

Come qualsiasi altro amore.

Insomma, in un periodo in cui il presente stesso ha fondamenta traballanti, non biasimo certo chi non pianifica un futuro in grande, con matrimonio e figli all’orizzonte. Allo stesso tempo però, sto dalla parte di chi vuole di più. Perché c’è chi ama talmente tanto l’amore da non volerlo sminuire. E’ cogliere la differenza tra chi ti piace veramente e chi invece non ti resterà impresso nella memoria neanche per un giorno. C’è chi ama così tanto da pretendere un dialogo, condivisione, libertà, confidenza, una fiducia che mai può reggere il confronto con qualcosa di superficiale come Ciao, adios, I’m done. C’è chi vuole l’intimità ed è qualcosa di fottutamente coraggioso. Qualcosa che non puoi trovare con chiunque.

Fra’, al posto del cuore tu però ormai c’hai un posto di blocco, (ho riso tantissimo).

Si, non sono mai stata facile da conquistare, ho sempre applicato la mia personale selezione (naturale o consapevole che sia). E’ vero, sono fatta così. C’è chi riesce a mettere da parte il cuore e chi invece, per quanto lo desideri, no.

Ma allora cosa vuoi?

Quello che ho sempre voluto: autenticità. Consapevolezza. Maturità. Sincerità.

L’ho detto/scritto tante volte, l’amore non è una mia priorità, ma non vuol dire che se dovessi ritrovarmelo davanti lo manderei al diavolo. Non subito, almeno, e siamo esplose a ridere.

Scherzi a parte, a me non piace la solitudine di oggi. Non mi piace quando nessuno difende un sentimento, quando nessuno cerca qualcosa di diverso. Non mi piace quest’incertezza costante, questa rassegnazione passiva, questo tempo che scivola via senza imprimere nella memoria quasi nulla di importante.

Non ho mai apprezzato le belle parole prive di sostanza, lasciate nel vuoto, abbandonate senza fatti. L’ipocrisia di chi ti tiene all’amo e non ti prende mai, ti illude, temporeggia, probabilmente perché incapace (o semplicemente non interessato) ad accogliere qualcuno.

Sembra che nessuno si fermi più un attimo per chiedersi com’era l’amore, quando gli permettevamo di far parte delle nostre vite.

Francesca Lizzio


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Da consumare entro il

Per me i rapporti hanno una data di scadenza. Tutti, anche quelli più importanti, belli, che non penseresti mai possano finire.

Perché si cambia, perché non ci si trova più, perché il tempo da trascorrere insieme ha fatto il suo corso. Quello che c’era da imparare, quello che c’era da perdere e acquisire è andato, fa parte di noi.

Ogni persona che incontriamo lascia un segno del suo passaggio e soprattutto il dubbio misto a certezza che niente dura per sempre. Si è destinati a fare soltanto un certo numero di passi insieme, a condividere tutto quello che c’è da sperimentare soltanto finché c’è ancora ragione di stare insieme. Finché ci fa stare bene, finché non si è costretti a illuderci che l’amore possa colmare distanze e differenze troppo marcate. Finché ci si sceglie perché non si concepiscono alternative e non per comodità, abitudine, morale.

Questo è quello che so. Finiscono i rapporti familiari, figuriamoci tutti gli altri.

Non serve fare i salti mortali col cuore in mano, porre paletti e confini imposti dalla gelosia, farsi tappeto per chi ormai ci sta scivolando tra le dita, sta passando, sta andando via.

Se ti basta una piccola e inconsistente “distrazione” per sostituirmi vai pure, ma abbi la decenza di non tornare. Se non mi scegli più, buona vita.

Se ti basta un niente per mettermi da parte magari non mi meriti.

Se non troviamo più quello che una volta ci ha unito, forse non abbiamo più nulla da vivere insieme, siamo passato che non deve aggrapparsi al presente.

Ho sempre sperato di vincere senza sporcarmi le mani, di essere scelta perché non esisteva paragone che potesse reggere con me. Invece mi sono sempre sentita come una sorta di museo. Le persone entravano, prendevano confidenza, imparavano a farsi spazio, ammiravano il luogo e i suoi tesori finché un giorno improvvisamente ne avevano abbastanza, diventavo terreno per polvere e macerie. Distruggevano tutto quello che potevano e sparivano ed io lì, a raccogliere i pezzi.

Mi sono sempre sentita come niente che avesse importanza, che valesse la pena scegliere. Per questo ho imparato a scegliere sempre me. La mia serenità, la mia autostima, il mio amor proprio.

Perché se i rapporti sono destinati a consumarsi e sparire, io invece sono qui. Perché se è vero che tutto finisce, devo sapere da chi tornare, che appartengo a me stessa comunque vada.

Perché la verità è che gli altri sono soltanto la cornice, l’opera siamo noi stessi. Soltanto noi.

Francesca Lizzio


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Chiediamo perdono all’amore

Per tutte le volte che scegliamo di accontentarci ed essere infelici.

Per tutte le volte in cui pensiamo “se non soffro allora non è vero”.

Per tutte le volte che accettiamo di stare con qualcuno soltanto perché abbiamo paura di stare da soli.

Per tutte le volte che il dolore abita i nostri cuori e picchia i nostri corpi.

Per tutte le volte in cui nutriamo rancore e disprezzo verso un sentimento che non ha colpe.

Per tutte le volte in cui non l’abbiamo compreso veramente.

Per tutte le volte che non rispettiamo gli altri, oltre che noi stessi.

Per tutte le volte in cui scegliamo l’indifferenza davanti alle ingiustizie.

Per tutte le volte in cui diamo spazio alla cattiveria e all’invidia.

Per tutte le volte in cui non siamo gentili.

Per tutte le guerre, i soprusi, le violenze.

Per tutte le volte che gli rendiamo impossibile esistere.

Per tutto ciò che viene detto e fatto di sbagliato ogni giorno nel suo nome.

Chiediamo perdono all’amore.

Anche se, forse, non lo meritiamo.

Francesca Lizzio


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Sorprendimi

Ci sono un paio di cose che devi sapere.

Quando ero bambina, mamma mi raccontava fiabe dove nessuno salvava la principessa, semmai era il contrario. La mia preferita era Rosabianca e Rosarossa dei fratelli Grimm, poi ho conosciuto La Bella e la Bestia e quella che alla fine ho più amato, Mulan.

Difficilmente do confidenza. Mi hanno ferito tante volte, per cui ho imparato a concedere poco e niente. Almeno, all’inizio.

Sto sempre sulla difensiva. Al primo posto ci sono io, a prescindere. Mi affeziono, voglio bene, ma nel dubbio, se ho il dubbio, scelgo sempre me.

Cammino coi piedi di piombo ed esprimo raramente i miei sentimenti. A dare troppo sono finita col pentirmene, non sapete che farvene, o lo usate contro di me o scappate. Ho imparato ad applicare le mezze misure, ma non per questo hanno meno importanza.

Il mio rifugio è il silenzio, sono una che ha imparato a risparmiare parole oltre che sentimenti.

Per quanto mi sforzi di tenermi a distanza di sicurezza, nel mio sarcasmo e nella mia ironia nascondo sempre qualcosa di profondo, di intimo. In tutto quello che faccio, in tutto quello che mi coinvolge o riguarda c’è sempre qualcosa di me, anche quando non vorrei.

Ho conosciuto talmente tante persone sbagliate che ormai ho paura che se dovesse capitarmene una giusta non saprò riconoscerla.

Me la sono sempre cavata da sola, anche quando in teoria non lo ero.

Il pensiero di “appartenere” a qualcuno mi mette a disagio, mi provoca ansia. Nessuno mai mi ha davvero conquistata del tutto, capiscimi. E si, anch’io non sono una che si lascia conquistare facilmente.

L’amarezza è la mia seconda pelle, la riconosci appena sfiori le spine. Più o meno tutti la scambiano per freddezza o superbia, pochi sanno riconoscerla.

Mi trovi lì dove tutto è fuori dal coro, fuori moda, insolito, strano. Diverso.

Ho gusti difficili. Coi libri, coi film, con la musica, coi vestiti. Con le persone. Difficilmente mi piace qualcosa o qualcuno, ma quando succede non ho confini, non conosco restrizioni.

Se mi prendi testa, cuore e anima è fatta, posso essere tua. Ma se non trovi il modo di dimostrarmi che ne vale la pena, mi allontanerò e non tornerò indietro. Sarò egoista, ma voglio essere felice e se non sai come fare devo andare.

Non credo nel “tutta la vita”, sono una che vive giorno per giorno.

Non giuro, non sono una che dà l’amore per scontato. Sono una che ama finché è possibile, finché guardandoci entrambi troviamo ancora quello che avevamo visto all’inizio, finché insieme siamo capaci di costruire.

Non è vero che bisogna dar retta soltanto al cuore, perché un giorno potremmo stancarci di noi e allora saremmo un altro “per sempre” abbandonato in mezzo a tutti gli altri, uguale a tutti gli altri.

Starò sulle mie, non ti incoraggerò a meno che non sarai in grado di sorprendermi. E tu sorprendimi, accetta il suggerimento.

Francesca Lizzio

La maggior parte dei cinici sono dei veri romantici: sono stati feriti, sono sensibili, e il loro cinismo è un guscio che sta proteggendo la piccola parte a loro cara che hanno dentro e che è ancora viva.

Jeff Bridges


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Cosa ho imparato

Un ex che ci ha cambiate lo abbiamo tutte. E’ quello che ci ha fatto giurare che non avremo amato mai più, che mai più avremo dato il nostro cuore ad un uomo.

Poi però succede che dopo di lui incontri uno che non c’entra niente con tutto quello che hai conosciuto fino a quel momento. Almeno, a me è successo. E vuoi perché avevo tutte le intenzioni di mantenere quella promessa, vuoi perché avevo paura fosse veramente diverso, ho messo in pratica quello che avevo imparato.

Lui faceva discorsi importanti ed io sminuivo, alzavo barriere.

Lui cercava di avvicinarsi, io trovavo una scusa per allontanarmi.

Un’altra al mio posto probabilmente avrebbe agito diversamente. Avrebbe mandato al diavolo tutto quello che aveva imparato e si sarebbe tuffata, avrebbe avuto fiducia. Non serviva difendersi, ma crederci.

Alla fine si è arreso. Mi ha lasciata andare. Non è tornato a prendermi.

Eppure sarebbe bastato poco. Se avesse insistito, se avesse fatto almeno un tentativo. Invece niente, se n’è andato come se nulla fosse.

Perché in certi casi non si tratta di convincere qualcuno a stare con te, ma di rassicurarlo. Perché in certi casi è la paura a condizionare una scelta, a spingerci a scappare.

Una persona che ti conosce veramente sa se crederti o meno quando dici certe cose. Sa se dare retta alle labbra o agli occhi.

Quando il sentimento c’è ancora, un ultimo tentativo va fatto. Per poter dire di averle provate tutte pur di far vivere quell’amore.

Poi dopo, se è stato vano, bisogna lasciare andare. E’ giusto. Perché se l’altra persona non ci dà certezze, se ci sentiamo in equilibrio precario, è normale che alla fine cadiamo sotto il peso delle speranze che avevamo riposto in quel rapporto. E’ normale che alla fine il cuore non ce la fa più.

Ma forse il punto è sempre lo stesso. Ci vuole un gran coraggio a tuffarsi, a credere ciecamente che il paracadute si aprirà. E’ un salto nel buio basato sulla fiducia. Bisogna conoscersi veramente bene. Parlare, venirsi incontro. Serve tempo, pazienza. Soltanto così quando ci lasceremo andare avremo la certezza che ne vale la pena.

Francesca Lizzio

In amore l’esperienza non conta nulla. Se contasse, nessuno amerebbe più.

Henri de Régnier


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Quando un amore finisce

Quando un amore finisce si porta via tutto. Il “restiamo amici” (così come il tradimento) è una beffa nei confronti di quello che li ha preceduti. Un insulto, un’offesa vera e propria.

E’ ferire i ricordi che si hanno in comune, le cose che sono state condivise.

E’ infierire su qualcosa che è già morto, come se non fosse abbastanza.

E’ un po’ come avere ancora qualcosa che ci lega anche se in realtà non c’è più nulla, un certo vincolarsi per ritrovarsi poi, un giorno, a pensare che avremmo dovuto riprovarci, come se avessimo vissuto soltanto di felicità, perché i ricordi hanno questa brutta abitudine, ti fanno vedere soltanto il bello di quello che è stato. E il brutto, il perché è finita, dove lo mettiamo?

Per quanto mi riguarda, chi ha amato davvero non è capace di accontentarsi di una semplice amicizia. L’amore è prepotente e, com’è giusto che sia, se non può saziarsi prende le distanze.

Forse sarebbe il caso spendere qualche parola sul fatto che se una storia finisce è sempre colpa di entrambi, che i tradimenti in fondo sono tutti uguali, che eppure “c’eravamo tanto amati”.

No. Sarò estremista, ma non sono d’accordo. Per me quando una relazione giunge al capolinea è perché uno dei due si è rivelato immaturo, inadatto, oppure si era incompatibili e l’unica cosa che accomuna i tradimenti è il fatto che chi tradisce non è innamorato. Una persona innamorata non si sognerebbe mai di ferire, deludere e umiliare in questo modo chi ama. Il tradimento è una forma di egoismo, di noncuranza, di insensibilità.

Quando un amore finisce va via anche un po’ di noi. Non si è più gli stessi. Per un po’ ci si aggrappa ai “se” e ai “ma”, pur di non separarsi definitivamente da quella persona. Poi, un giorno, magari senza nemmeno accorgercene, siamo andati avanti. Perché per fortuna la vita va avanti, sempre e noi dobbiamo seguirla.

Le storie finiscono, gli stronzi mai e pazienza, finché vogliamo cercare l’amore meglio rassegnarci e stare attente.

L’importante è volerci bene, perché siamo noi le uniche responsabili della nostra felicità.

Godiamoci la vita.

E beviamo tanti Margarita.

Francesca Lizzio


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La verità

Sei fantastica, divertente, diversa dalle altre. Chi ti avrà sarà molto fortunato.

Allora perché non mi vuoi?

Era questo che alla fine mi ritrovavo a domandarmi, a volte pensando addirittura di essermelo meritato, di essere sbagliata.

Sei troppo complicata. Con te si deve fare sul serio.

Allora si, sono diventata complicata. Perché ho un cervello e amo usarlo, amo avere un’opinione su tutto e lottare per ciò in cui credo. Si, con me si deve fare sul serio, perché il tempo per le stronzate ha una scadenza. Perché da sola sto bene, se qualcuno vuole starmi accanto deve farmi stare meglio, non peggio.

Ad ogni modo, sembra obbligatorio avere una relazione. Come se da soli fossimo individui inferiori, come se stare in coppia fosse una garanzia per una vita migliore. Come se fosse facile trovare qualcuno che ne vale la pena.

Facciamo il punto della situazione.

Ci sono quelli che ti vogliono ma non fanno nulla per averti.

Quelli che non sanno se ti vogliono ma adottano la soluzione ipocrita “Un giorno magari si”.

Quelli che ti vogliono ma vogliono anche le altre, cazzi tuoi se non ti sta bene.

Quelli che si rifiutano di definire la relazione.

Grazie che non ci fidiamo, grazie che abbiamo mille difese e mille paure, che misuriamo parole e azioni. Spero ci sia un girone dell’inferno tutto per loro.

Che poi, quando ci sentiamo dire le classiche frasi da manuale Non sei tu, sono io/In questo momento non so quello che voglio, la verità è soltanto una: non gli piacciamo abbastanza.

E’ capitato a tutte, almeno una volta, un uomo che ci voleva veramente (se non vi è successo, vale per il futuro). Ricordate cosa avete provato? L’avete capito subito, perché è stato chiaro, diretto, inequivocabile. Semplice. Ecco, quando non avete questa sensazione potete mettere le mani sul fuoco: non vi vuole o almeno, non abbastanza. Quel film dovremmo conoscerlo a memoria (n.b. La verità è che non gli piaci abbastanza).

E allora, se non hanno il coraggio di essere sinceri, preferiscono indorare la pillola o fare a gara a chi ha sofferto di più nella vita, come possiamo pretendere che siano in grado di essere nostri compagni? Riguardatevi il film e se non lo conoscete rimediate.

Una volta mi incazzavo da morire, tiravo su sceneggiati da paura. Volevo spiegazioni, urlavo tutto quello che provavo e pensavo. Poi ho capito che era inutile, un grande spreco di parole ed energie. Perché non c’è niente di più triste del parlare col cuore in mano a chi non vuole ascoltarti, del dare amore a chi non è capace di vedere oltre se stesso.

Abbiamo un istinto che ci viene sempre in aiuto, ci dà tutte le risposte, eppure in amore scegliamo di ignorarlo ed è lì che sbagliamo. Perché nel profondo lo sappiamo sempre se un uomo ci vuole oppure no, se abbiamo investito su qualcuno che lo merita oppure no.

Non è una colpa avere delle speranze, delle aspettative, ma bisogna scegliere con razionalità a chi regalare questo bagaglio emotivo. Il nostro cuore ha un valore, va protetto.

Non smettiamo mai realmente di sbagliare, ma per fortuna si può sempre imparare.

Perciò.

Diffidate da quelli che non parlano mai, non si aprono mai. Tutti abbiamo sofferto, tutti siamo stati presi in giro, ma quando gli porgete una mano (e un cuore) e continuano a starsene lì senza venirvi incontro, allora lasciate perdere. Non hanno niente da offrirvi.

Diffidate da quelli “spenti”, che non si emozionano mai, che non vi dimostrano mai il loro affetto, che non prendono una posizione. Non sono altro che soggetti passivi.

Diffidate da quelli che non smettono mai di parlare, non vi ascolteranno. Non gli interessa ascoltare voi, ma soltanto se stessi.

Diffidate da quelli che vi promettono il mondo, a parole siamo bravi tutti, a volte perfino loro. Sono fatti che non si realizzeranno mai.

E non pensate nemmeno di poter cambiare un uomo, è una battaglia persa in partenza. Non è giusto per nessuno. Tra l’altro, le persone non cambiano. A maggior ragione, quindi, dovete sceglierlo bene.

Perché la vita è difficile, perché si è individui formati e autonomi e per capire se insieme si può andare da qualche parte deve esserci equilibrio. Nessuno deve salvare nessuno, bisogna essere complici. Non sarà per sempre (abbiamo appurato che non esiste ormai), ma per quel periodo che ci è concesso bisogna esserci sempre, non soltanto quando va tutto bene.

La verità è che l’amore è uno stile di vita. Non ci si limita a scegliere una persona, impegnarsi per un po’ e poi lasciare che diventi abitudine. L’amore è come una pianta, ha bisogno di cure e presenza costanti. Perfino i cactus ogni tanto hanno bisogno d’acqua, figuriamoci.

Francesca Lizzio

Gli uomini vedono le cose in una scatola. Invece le donne le vedono in una stanza rotonda.

Citazione tratta dal film “Elizabethtown”


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Spina

Tu non sai essere me cosa significa

mi guardi, mi trovi cinica

Credi mi piaccia essere spina

non lasciarmi toccare per me è una garanzia

So che nessuno può capirlo davvero

che con tutto quello che ho vissuto non sono più quella che ero,

non voglio più quello che avevo

Ormai ne ho la certezza, incuto paura

succede quando si ama oltre misura

Sarò banale e insignificante

sento troppo, tutto o niente è la mia unica costante

Tu mi guardi, non capisci, pensi che rimarrò da sola

perché del mio cuore, come tutti gli altri, vedi soltanto la forma

Non voglio niente, non aspetto nessuno

ho me stessa, porto sicuro.

Francesca Lizzio


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