Dura

Quella corazza dura che hai

basterebbe una carezza

e meno aspra sarebbe, lo sai?

Hai finito per dimenticarlo,

ricordo sepolto per non sciuparlo

ricordo appeso al dolore del passato

Non conosci altro modo

convivi con quel nodo,

quel laccio stretto intorno al collo

che mette in guardia, sento, soffoco

Cammini per strada e pensi

“Chissà come sarebbe”

e il desiderio ti avvolge lentamente

lo senti, è prepotente

Schiava della paura,

solo così ti sei sentita sicura

Però che bello se ricordassi

come, oltre quella corazza dura,

sarebbe amarsi.

Francesca Lizzio


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Da consumare entro il

Per me i rapporti hanno una data di scadenza. Tutti, anche quelli più importanti, belli, che non penseresti mai possano finire.

Perché si cambia, perché non ci si trova più, perché il tempo da trascorrere insieme ha fatto il suo corso. Quello che c’era da imparare, quello che c’era da perdere e acquisire è andato, fa parte di noi.

Ogni persona che incontriamo lascia un segno del suo passaggio e soprattutto il dubbio misto a certezza che niente dura per sempre. Si è destinati a fare soltanto un certo numero di passi insieme, a condividere tutto quello che c’è da sperimentare soltanto finché c’è ancora ragione di stare insieme. Finché ci fa stare bene, finché non si è costretti a illuderci che l’amore possa colmare distanze e differenze troppo marcate. Finché ci si sceglie perché non si concepiscono alternative e non per comodità, abitudine, morale.

Questo è quello che so. Finiscono i rapporti familiari, figuriamoci tutti gli altri.

Non serve fare i salti mortali col cuore in mano, porre paletti e confini imposti dalla gelosia, farsi tappeto per chi ormai ci sta scivolando tra le dita, sta passando, sta andando via.

Se ti basta una piccola e inconsistente “distrazione” per sostituirmi vai pure, ma abbi la decenza di non tornare. Se non mi scegli più, buona vita.

Se ti basta un niente per mettermi da parte magari non mi meriti.

Se non troviamo più quello che una volta ci ha unito, forse non abbiamo più nulla da vivere insieme, siamo passato che non deve aggrapparsi al presente.

Ho sempre sperato di vincere senza sporcarmi le mani, di essere scelta perché non esisteva paragone che potesse reggere con me. Invece mi sono sempre sentita come una sorta di museo. Le persone entravano, prendevano confidenza, imparavano a farsi spazio, ammiravano il luogo e i suoi tesori finché un giorno improvvisamente ne avevano abbastanza, diventavo terreno per polvere e macerie. Distruggevano tutto quello che potevano e sparivano ed io lì, a raccogliere i pezzi.

Mi sono sempre sentita come niente che avesse importanza, che valesse la pena scegliere. Per questo ho imparato a scegliere sempre me. La mia serenità, la mia autostima, il mio amor proprio.

Perché se i rapporti sono destinati a consumarsi e sparire, io invece sono qui. Perché se è vero che tutto finisce, devo sapere da chi tornare, che appartengo a me stessa comunque vada.

Perché la verità è che gli altri sono soltanto la cornice, l’opera siamo noi stessi. Soltanto noi.

Francesca Lizzio


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Chiediamo perdono all’amore

Per tutte le volte che scegliamo di accontentarci ed essere infelici.

Per tutte le volte in cui pensiamo “se non soffro allora non è vero”.

Per tutte le volte che accettiamo di stare con qualcuno soltanto perché abbiamo paura di stare da soli.

Per tutte le volte che il dolore abita i nostri cuori e picchia i nostri corpi.

Per tutte le volte in cui nutriamo rancore e disprezzo verso un sentimento che non ha colpe.

Per tutte le volte in cui non l’abbiamo compreso veramente.

Per tutte le volte che non rispettiamo gli altri, oltre che noi stessi.

Per tutte le volte in cui scegliamo l’indifferenza davanti alle ingiustizie.

Per tutte le volte in cui diamo spazio alla cattiveria e all’invidia.

Per tutte le volte in cui non siamo gentili.

Per tutte le guerre, i soprusi, le violenze.

Per tutte le volte che gli rendiamo impossibile esistere.

Per tutto ciò che viene detto e fatto di sbagliato ogni giorno nel suo nome.

Chiediamo perdono all’amore.

Anche se, forse, non lo meritiamo.

Francesca Lizzio


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Apre una porta

Ho imparato che una persona potrà vantarsi quanto vuole pur di sentirsi superiore agli altri, potrà ostentare cento lauree, mille viaggi e milioni di amici, ma se manca di sincerità, gentilezza, umiltà e soprattutto maturità… bé, si commenta da sola. Potrà allestire la sua vita in tutti i modi invitanti e illusori che vuole, arriverà (sempre) il momento in cui tutti si renderanno conto del nulla che si affanna a nascondere. Della profonda, meschina, cattiva, voglia di prevaricare sugli altri perché in verità sa di non valere nulla. Di non essere altro che invidia allo stato puro.
Perché una persona sana pur avendo le sue batoste dalla vita, il suo bagaglio emotivo, i suoi problemi e le sue paure, i suoi dolori e le sue gioie, non allestisce un bel niente. Apre semplicemente una porta, sperando che chi sceglierà di entrare non lo farà per fargli del male, augurandosi che nasca qualcosa di bello.
Le persone vuote sono assordanti, quelle ricolme sussurrano. Magari le sentiranno in pochi, ma di sicuro non verranno mai dimenticate. Al contrario delle prime che alla fine si ritroveranno sole, logorate dal loro stesso veleno.

Francesca Lizzio


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Sorprendimi

Ci sono un paio di cose che devi sapere.

Quando ero bambina, mamma mi raccontava fiabe dove nessuno salvava la principessa, semmai era il contrario. La mia preferita era Rosabianca e Rosarossa dei fratelli Grimm, poi ho conosciuto La Bella e la Bestia e quella che alla fine ho più amato, Mulan.

Difficilmente do confidenza. Mi hanno ferito tante volte, per cui ho imparato a concedere poco e niente. Almeno, all’inizio.

Sto sempre sulla difensiva. Al primo posto ci sono io, a prescindere. Mi affeziono, voglio bene, ma nel dubbio, se ho il dubbio, scelgo sempre me.

Cammino coi piedi di piombo ed esprimo raramente i miei sentimenti. A dare troppo sono finita col pentirmene, non sapete che farvene, o lo usate contro di me o scappate. Ho imparato ad applicare le mezze misure, ma non per questo hanno meno importanza.

Il mio rifugio è il silenzio, sono una che ha imparato a risparmiare parole oltre che sentimenti.

Per quanto mi sforzi di tenermi a distanza di sicurezza, nel mio sarcasmo e nella mia ironia nascondo sempre qualcosa di profondo, di intimo. In tutto quello che faccio, in tutto quello che mi coinvolge o riguarda c’è sempre qualcosa di me, anche quando non vorrei.

Ho conosciuto talmente tante persone sbagliate che ormai ho paura che se dovesse capitarmene una giusta non saprò riconoscerla.

Me la sono sempre cavata da sola, anche quando in teoria non lo ero.

Il pensiero di “appartenere” a qualcuno mi mette a disagio, mi provoca ansia. Nessuno mai mi ha davvero conquistata del tutto, capiscimi. E si, anch’io non sono una che si lascia conquistare facilmente.

L’amarezza è la mia seconda pelle, la riconosci appena sfiori le spine. Più o meno tutti la scambiano per freddezza o superbia, pochi sanno riconoscerla.

Mi trovi lì dove tutto è fuori dal coro, fuori moda, insolito, strano. Diverso.

Ho gusti difficili. Coi libri, coi film, con la musica, coi vestiti. Con le persone. Difficilmente mi piace qualcosa o qualcuno, ma quando succede non ho confini, non conosco restrizioni.

Se mi prendi testa, cuore e anima è fatta, posso essere tua. Ma se non trovi il modo di dimostrarmi che ne vale la pena, mi allontanerò e non tornerò indietro. Sarò egoista, ma voglio essere felice e se non sai come fare devo andare.

Non credo nel “tutta la vita”, sono una che vive giorno per giorno.

Non giuro, non sono una che dà l’amore per scontato. Sono una che ama finché è possibile, finché guardandoci entrambi troviamo ancora quello che avevamo visto all’inizio, finché insieme siamo capaci di costruire.

Non è vero che bisogna dar retta soltanto al cuore, perché un giorno potremmo stancarci di noi e allora saremmo un altro “per sempre” abbandonato in mezzo a tutti gli altri, uguale a tutti gli altri.

Starò sulle mie, non ti incoraggerò a meno che non sarai in grado di sorprendermi. E tu sorprendimi, accetta il suggerimento.

Francesca Lizzio

La maggior parte dei cinici sono dei veri romantici: sono stati feriti, sono sensibili, e il loro cinismo è un guscio che sta proteggendo la piccola parte a loro cara che hanno dentro e che è ancora viva.

Jeff Bridges


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Spina

Tu non sai essere me cosa significa

mi guardi, mi trovi cinica

Credi mi piaccia essere spina

non lasciarmi toccare per me è una garanzia

So che nessuno può capirlo davvero

che con tutto quello che ho vissuto non sono più quella che ero,

non voglio più quello che avevo

Ormai ne ho la certezza, incuto paura

succede quando si ama oltre misura

Sarò banale e insignificante

sento troppo, tutto o niente è la mia unica costante

Tu mi guardi, non capisci, pensi che rimarrò da sola

perché del mio cuore, come tutti gli altri, vedi soltanto la forma

Non voglio niente, non aspetto nessuno

ho me stessa, porto sicuro.

Francesca Lizzio


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Forte

Se sei una persona forte hai una marcia in più, è vero. Sei in grado di affrontare la vita e tutti i suoi ostacoli con orgoglio, pur sentendoti fragile, pur sentendoti morire. Però non è semplice.

Quando sei una persona forte non ti è concesso stare male, sentirti vulnerabile o sola. Nessuno ti chiede mai “Come stai?”, nessuno capisce che qualcosa ti turba a meno che non lo dici chiaramente e anche a quel punto saranno poche le parole spese per te. Perché tanto tu sei forte, ce la fai sempre. Da sola. Non hai bisogno di niente, tantomeno di qualcuno. Tu te la canti e te la suoni, è sempre stato così, inutile tirare fuori l’argomento.

Perché tu sei forte, non ti è concesso il lusso di ricevere senza dover chiedere, anche se tutto quello che chiedi è un abbraccio, qualche parola sincera che ti faccia sentire meno di merda. Stai zitta, sei forte, sopporta. E’ così che hai imparato a tenerti tutto dentro, così che quei pensieri, quei sentimenti, hanno creato un groviglio intricato di cose mai dette che ti tiene sempre lontana da tutto. Gli altri ti intravedono e basta, non alzano un dito. Sei forte, se vuoi, quando vuoi, puoi uscirne da sola.

Il prezzo da pagare quando sei una persona forte è che nessuno ti viene incontro. Nessuno si prende cura di te e alla fine sei così abituata a fare da sola che con qualcun altro non sai fare più niente, l’hai dimenticato.

Essere forti non significa essere indistruttibili e nemmeno stupidi. Essere forti significa affrontare l’impossibile senza ricevere rassicurazioni, conferme, incoraggiamenti. Significa esserlo anche per gli altri, incluso quando amiamo e non siamo ricambiati come meriteremmo. Significa non fiorire mai, accontentarsi del poco che si ha perché tutto il resto serve agli altri, tu puoi farne a meno.

Grazie che poi non credi a quei (rari) gesti gentili, dolci, pur sentendo nel profondo che sono sinceri. Grazie che non credi ai complimenti, ai sorrisi, alle carezze. Grazie che non ti fidi di nessuno.

Sapessero gli altri che a volte odi essere forte, che anche tu ogni tanto hai bisogno di essere tempesta e non porto, che anche tu qualche volta vorresti rifugiarti in un abbraccio. Sapessero che soffochi un grido affamato di comprensione. Sapessero che a volte daresti tutta la forza che hai in cambio di un po’ d’amore.

Francesca Lizzio


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Momenti

Ci sono momenti in cui non sai se ridere o piangere. Solo il cuore sa perché.

Sono momenti in cui hai bisogno di essere consolata, di parlare, ma non ci sono parole o volti in grado di venirti in soccorso.

In quegli istanti c’è tutto quello che pensi ma non dici, che vuoi ma non fai, ci sono ricordi che ti guardano in faccia, in silenzio. Sei lì, a porti mille domande e altrettanti rimproveri.

A volte, in quei momenti, vorresti che qualcuno ti vedesse, ma non per il semplice fatto di esistere, ma per essere lì, fragile, nuda e vera, coi difetti dell’anima e del carattere, senza i soliti inganni, senza le tue solite barriere. Lì, quando dici che sei pessima, stupida, un disastro, un fallimento, che non te ne fai niente dei tuoi occhi e dei tuoi capelli se nessuno ne conosce le ombre, l’odore, che non te ne fai niente di tutte le cose che hai da fare e a cui pensare se mai nessuno ti accarezza.

Hai dimenticato come ci si sente. E poi te ne inventi sempre di nuove per essere invisibile e la cosa più triste è che ti riesce benissimo, nessuno ti guarda e nessuno ti vede.

Quei momenti passano, dimentichi sempre più cosa si prova quando qualcuno ti guarda e ti vede, ti sente e ti ascolta.

Ti chiudi ancora un po’, con le tue ombre, i tuoi difetti, le tue fragilità. Basterà un sorriso, nessuno se ne accorgerà.

Francesca Lizzio


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Nemica di me stessa

Per qualche motivo devo sempre autosabotarmi. E’ un qualcosa che ho dentro, che da sempre mi rende nemica di me stessa.

Le donne come me, perché non siamo tutte uguali, saranno sempre un po’ nemiche di se stesse. Odieranno sempre (o quasi) i loro capelli, i loro occhi, le loro lentiggini, il loro corpo. Non useranno mai (o quasi) parole come “bella” per definirsi.

Potranno avere tutto l’amor proprio che possono, ma resteranno fragili. Resteranno fiori in balia del tempo e dei suoi cambiamenti, con le sole cure che possono assicurarsi da soli.

Potranno avere tutto l’amore di una persona, ma resteranno incredule. Resteranno giudici imparziali che condannano se stesse, che convivono col terrore che tutto possa crollare da un momento all’altro, con la convinzione che quell’occasione l’abbiano avuta per sbaglio.

Ce la prendiamo con noi perché non siamo come le altre, che diamo un peso e un valore a tutto e a tutti, che non vogliamo l’amore come lo vogliono gli altri, lo vogliamo vero ma quello vero non c’è più.

Ce la prendiamo con l’amore perché ci sentiamo tradite, si fa trovare da tutti, proprio da tutti e mai da noi che alla fine ci siamo rese conto di non volerlo più, che alla fine abbiamo deciso di tenercelo quel vuoto che abbiamo dentro.

Siamo nemiche di noi stesse perché non ci sentiamo mai abbastanza, mai all’altezza. Se arriviamo a convincerci di non meritare niente, non avremo e non saremo niente.

Francesca Lizzio


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Merito di essere felice

Non ho mai pensato di meritare qualcosa. Mai. Eppure oggi ho finalmente capito che qualcosa invece la merito. Niente di eclatante, niente di elaborato. Solo un po’ di felicità.

Merito di essere felice perché non è stato facile diventare la donna che sono. Non è stato facile superare la cattiveria gratuita di certe persone, il voltafaccia delle best friends forever, quei per sempre bugiardi. Non è stato facile andare avanti senza quell’amore che non si è mai fatto trovare davvero.

Merito di essere felice perché so cosa significa vedersi sbattere una porta in faccia, sentirsi rifiutati e umiliati, vedere amore sprecato per chi invece per me non ne ha mai nutrito.

Merito di essere felice per tutte le volte in cui ho lottato quando gli altri aspettavano di vedermi mollare, per tutte le volte in cui ho ricevuto una pugnalata al cuore e ho sprecato tutte quelle lacrime pensando fosse colpa mia, pensando quasi fosse giusto e invece l’unica colpa che avevo era l’aver visto un mondo intero nel vuoto più assoluto.

Merito di essere felice perché non ho mai smesso di credere in me anche se gli altri hanno fatto di tutto per sminuirmi, farmi a pezzi, spegnermi. Non ho mai pensato di essere chissà che, ma per fortuna mi sono sempre voluta almeno un po’ bene.

Merito di essere felice perché un giorno ho capito quanto valgo, perché sono sempre rimasta fedele alla persona che sono.

Me lo merito perché ad un certo punto tocca anche a me, ci sono anch’io e non ho intenzione di guardare la vita passare senza un pizzico di questa felicità.

Francesca Lizzio


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